La Corte d'Assise di Bologna ha negato il nulla osta per la sepoltura di Daniela Gaiani, deceduta nel 2021. Il corpo della donna rimane custodito in attesa di ulteriori accertamenti probatori.
Seppellimento negato dopo quasi cinque anni
Sono trascorsi quasi cinque anni dalla morte di Daniela Gaiani. La donna, 58 anni, fu trovata senza vita il 5 settembre 2021. Il suo corpo giace ancora nell'obitorio comunale di Bologna. La Corte d'Assise ha infatti negato il nulla osta per la sua sepoltura.
La decisione arriva dopo una richiesta di aggiornamenti da parte dei servizi cimiteriali del Comune. Il corpo di Gaiani rimane quindi in custodia. La vicenda giudiziaria legata al suo decesso è ancora in corso.
Processo per il marito e esigenze probatorie
Il marito della donna, Leonardo Magri, è attualmente sotto processo. L'udienza si svolge davanti alla Corte d'Assise di Bologna. Il giudice Fabio Cosentino ha sciolto la riserva presa in precedenza. Ha motivato il diniego della sepoltura con la persistenza di esigenze probatorie.
Queste ragioni impongono di mantenere il blocco, almeno fino a quando non verranno esaminati i consulenti medico-legali. L'esame è previsto nelle prossime udienze. La decisione mira a preservare la completezza delle indagini.
Pareri discordanti sul nulla osta
La Procura, rappresentata dal pm Giampiero Nascimbeni, aveva espresso parere favorevole al rilascio del nulla osta. Anche la difesa dell'imputato, con l'avvocato Ermanno Corso, si era espressa in tal senso. Le parti civili, invece, hanno manifestato contrarietà.
I parenti di Gaiani, assistiti dagli avvocati Daniele Nicolin, Valentina Niccoli e Alberto Bova, si sono opposti. Anche l'avvocato Barbara Iannuccelli, in rappresentanza della Caramella Buona, ha espresso parere negativo.
Nuovi dati sul telefono e ipotesi omicidio
Accertamenti tecnici integrativi sono stati svolti sul telefono di Daniela Gaiani. Questi hanno rivelato che il dispositivo fu spento manualmente. L'operazione sarebbe avvenuta alle 23:36 del 4 settembre. Questo accadde mentre il marito era ancora fuori casa. Il suo rientro è stimato non prima delle 2:40.
I medici legali nominati dalla Procura hanno fissato l'orario presunto della morte entro la mezzanotte. Il colonnello dei carabinieri Claudio Gallù ha definito questi dati «un indizio forte». In precedenza, diversi elementi suggerivano un'ipotesi omicidiaria.
Le parti civili hanno espresso preoccupazione per questi nuovi dati. Temono un possibile cambio di impostazione da parte della Procura. La vicenda giudiziaria è complessa e in continua evoluzione.