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Avviati 11 progetti pilota per digitalizzare gli archivi pubblici italiani. L'obiettivo è migliorare l'efficienza dei servizi, preservare il patrimonio storico e liberare spazi.

Digitalizzazione archivi per efficienza e conservazione

Un'importante iniziativa è stata lanciata per digitalizzare e dematerializzare gli archivi pubblici. Questo progetto mira a rendere più efficienti i servizi offerti ai cittadini. Un altro scopo fondamentale è la salvaguardia del patrimonio storico-culturale italiano. L'iniziativa punta anche a liberare spazi fisici. Verranno inoltre valorizzati i beni immobiliari in possesso della pubblica amministrazione.

Il progetto è sostenuto dal Dipartimento per la trasformazione digitale (Dtd). Questo dipartimento fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La realizzazione pratica è affidata all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Ciò avviene tramite una specifica convenzione tra i due enti. L'impegno è volto a modernizzare la gestione documentale pubblica.

Undici progetti pilota in corso

Attualmente sono stati avviati 11 progetti pilota. Questi progetti riguardano diverse tipologie di fondi documentali. La digitalizzazione trasformerà un patrimonio spesso frammentato. Diventerà un'infrastruttura strategica di dati. Questi dati saranno sicuri e facilmente accessibili. Lo ha sottolineato il sottosegretario all'Innovazione tecnologica, Alessio Butti.

Digitalizzare questo patrimonio va oltre la semplice accessibilità. Significa soprattutto proteggerlo. Permette di restituirlo ai cittadini in forma fruibile. Lo stesso vale per storici e ricercatori. Lo ha spiegato Paolo Perrone, presidente dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La sua visione è chiara: rendere la memoria storica uno strumento vivo.

Finanziamenti e adesioni territoriali

L'iniziativa riceve finanziamenti dal Piano nazionale complementare (Pnc). L'obiettivo è realizzare un numero qualificato di progetti pilota. Questi saranno distribuiti su tutto il territorio nazionale. Coinvolgeranno sia amministrazioni centrali che enti territoriali. Le amministrazioni già attive nel progetto sono numerose. Tra queste figurano il ministero degli Affari esteri. C'è anche l'Avvocatura dello Stato.

Hanno aderito anche diverse regioni. Sono coinvolte la Calabria e l'Emilia-Romagna. Diverse province partecipano attivamente. Tra queste, Biella, Terni e Treviso. Anche diversi comuni sono parte del progetto. Tra questi, Genova, Reggio Calabria, Torino e Venezia. Sono in fase di avvio anche il Senato della Repubblica, il comune di Napoli e la regione Marche.

Collaborazione tra enti e associazioni

Data la natura del progetto, è stata fondamentale la collaborazione con diverse associazioni. Tra queste spiccano la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. C'è anche l'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Non manca l'Unione delle Province d'Italia (Upi). Il dialogo è avvenuto anche con la Direzione generale archivi del Ministero della cultura. Questa sinergia garantisce un approccio coordinato e capillare. L'obiettivo comune è la modernizzazione del patrimonio archivistico nazionale.

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