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La Brianza soffre una grave carenza di operai specializzati, con difficoltà nel reperire figure chiave come saldatori e falegnami. L'analisi di Assolombarda evidenzia un gap crescente di competenze, frenando l'innovazione e la competitività delle imprese locali.

Difficoltà nel reperire personale qualificato

Il tessuto produttivo della Brianza sta affrontando una crescente difficoltà nel trovare manodopera specializzata. Molte aziende faticano a coprire posizioni lavorative cruciali. L'analisi condotta dal Centro Studi Assolombarda sui fabbisogni professionali per il 2025 mette in luce una situazione preoccupante. La difficoltà nel reperire alcune figure professionali raggiunge picchi del 62%. Questo dato sottolinea un problema strutturale nel mercato del lavoro locale.

Le imprese manifatturiere, cuore pulsante dell'economia brianzola, registrano le maggiori criticità. Si stima che ben il 75% degli operai specializzati sia di difficile reperimento. Questo dato è in peggioramento rispetto all'anno precedente. La carenza di competenze qualificate non riguarda solo i ruoli operativi. Anche figure tecniche e manageriali sono oggetto di una ricerca complessa.

L'indagine Excelsior conferma questa tendenza. Le aziende brianzole dichiarano che oltre il 52% dei candidati risulta di difficile reperimento. Questa percentuale supera la media regionale lombarda, attestata al 48,1%. La situazione è in controtendenza rispetto al dato generale, indicando una specificità del problema in Brianza. Le aziende segnalano una difficoltà nell'individuare professionisti con le competenze richieste dal mercato.

Saldatori e falegnami: figure introvabili

Tra le figure professionali più ricercate e al contempo più difficili da trovare spiccano i saldatori. Per questa specifica professionalità, la difficoltà di reperimento raggiunge l'impressionante cifra dell'85%. Questo significa che la stragrande maggioranza delle aziende che cercano saldatori non riesce a trovare candidati idonei. La saldatura è una competenza fondamentale in molti settori industriali, dalla metalmeccanica all'automotive.

Anche il settore del legno, un'eccellenza storica della Brianza, soffre di una grave carenza. Gli operai del legno risultano irreperibili nel 65,8% dei casi. Questo dato rappresenta un freno significativo per le aziende che operano in questo comparto. La mancanza di artigiani qualificati minaccia la continuità produttiva e la capacità di innovazione.

Le offerte di lavoro nel territorio sono concentrate principalmente a Monza. Seguono con un numero elevato di annunci città come Vimercate, Agrate Brianza e Seregno. Le figure più richieste sono gli specialisti, che costituiscono il 21% del totale delle ricerche, percentuale che sale al 28% se si includono i manager. I tecnici rappresentano un altro 18% delle posizioni aperte.

Le cause e le soluzioni proposte

Matteo Parravicini, presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda, sottolinea come la carenza di competenze sia il vero ostacolo allo sviluppo. «La carenza di capitale umano qualificato non è solo un problema logistico, ma un freno che rallenta i progetti di innovazione», afferma Parravicini. La capacità delle imprese di competere sui mercati globali è minacciata da questa situazione.

Per affrontare questa sfida, secondo Parravicini, non bastano interventi isolati. È necessario «fare sistema», promuovendo una stretta collaborazione tra i diversi attori del territorio. La ricetta proposta punta sul mondo della formazione. «È necessario che il mondo della scuola, dalle Università agli ITS, dagli istituti superiori alle scuole professionali, dialoghi in modo strutturale con il mondo produttivo e con i centri della ricerca tecnologica scientifica», spiega il presidente.

L'obiettivo è creare un vero «ecosistema della formazione». Questo ecosistema dovrebbe essere capace di trasformare le necessità delle aziende in percorsi didattici di eccellenza. Solo così si potranno formare professionisti in linea con le richieste del mercato del lavoro.

Il "modello Brianza" per la formazione

La Brianza non parte da zero in questo percorso. Il territorio vanta già diverse progettualità concrete. Tra queste si annoverano il liceo Steam, le Academy aziendali e le sinergie tra università, imprese e centri di ricerca. Un esempio recente è il progetto che ha visto aspiranti saldatori della scuola In-Presa di Carate formarsi presso la Boldrocchi di Biassono.

Questo approccio collaborativo viene definito da Parravicini il «modello Brianza». Non si tratta di una formula astratta, ma di un metodo di lavoro consolidato. Si basa sulla stretta collaborazione tra Istituzioni, Imprese, mondo della formazione e terzo settore. Assolombarda è attivamente impegnata in questo percorso. Supporta i Licei Steam, i corsi ITS e la creazione di Academy aziendali.

L'orientamento dei giovani verso le professioni più richieste è un altro pilastro di questo modello. L'intento è costruire fondamenta solide per rendere il territorio ancora più attrattivo. Sia per i giovani in cerca di opportunità lavorative, sia per gli investitori. Nonostante il lavoro da fare per colmare il gap delle competenze, questo spirito di coesione sociale e industriale è la leva principale.

La Brianza punta a continuare a essere un motore di innovazione e crescita per l'intero Paese. La stretta collaborazione tra scuola e impresa è vista come la chiave per superare la crisi di manodopera. Questo approccio integrato mira a garantire un futuro prospero per l'economia locale. Le sfide sono significative, ma il modello di collaborazione territoriale offre una prospettiva concreta.

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