Angelo Agostini, ex infermiere di Vertova, guida una missione sanitaria in Mongolia. Il progetto offre cure mediche, formazione sulla trasformazione del latte e distribuzione di farmaci in aree remote.
Angelo Agostini: un infermiere in missione
Angelo Agostini, 69 anni, ha dedicato 35 anni della sua vita alla professione infermieristica. Dopo una lunga carriera all'ospedale Bolognini di Seriate, ha deciso di intraprendere un percorso di volontariato. Un viaggio in Mongolia, inizialmente concepito come ricompensa per il pensionamento, si è trasformato in una vocazione. La sua prudenza lo ha spinto a portare con sé strumenti medici essenziali.
Questi strumenti, inizialmente destinati al suo gruppo di viaggio, sono presto diventati un servizio per le comunità locali. Le popolazioni sparse nei villaggi mongoli hanno beneficiato dell'assistenza medica di routine offerta da Agostini. Questa esperienza ha risvegliato in lui il desiderio di aiutare, un sentimento già provato in precedenti missioni in Nepal e Ghana.
La domanda di un autista locale ha acceso la scintilla: «Mi hanno raccontato ciò che hai fatto, non pensi di tornare ad aiutarci». Questa frase, pronunciata vicino all'aeroporto di Ulan Bator nel settembre 2024, ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo.
Nasce Progetto Mongolia – ETS
Dall'idea è nata una scelta concreta, culminata nella fondazione di «Progetto Mongolia – ETS». L'organizzazione opera senza risorse strutturate preesistenti, puntando su interventi rispettosi delle persone e dei territori. La prima missione sanitaria itinerante ha fornito assistenza medica di base gratuita in aree remote, raggiungendo oltre 1.000 pazienti.
Si tratterebbe della prima missione sanitaria itinerante italiana mai realizzata in Mongolia. Attualmente, il progetto si occupa di missioni sanitarie, formative e di supporto alle comunità nomadi. Collabora con professionisti italiani e mongoli per rispondere a bisogni urgenti, nel pieno rispetto delle culture locali. È una storia di piccoli gesti che coprono grandi distanze.
Il lavoro richiede dedizione: si opera anche per più di dodici ore al giorno. Le condizioni ambientali sono difficili, con una dieta basata principalmente su carne. Per questo, il gruppo di volontari riceve supporto psicologico da una professionista. La preparazione e il benessere del team sono fondamentali.
La missione sanitaria 2026 nell'Ovest della Mongolia
Basandosi sull'esperienza della missione del settembre 2025 nell'Est della Mongolia, è in programma una nuova spedizione. Questa volta, il team si concentrerà sull'Ovest del Paese. Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bergamo (Omce) e dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo (Opi).
La prossima missione sanitaria itinerante si svolgerà dal 1 al 23 settembre 2026. Il team seguirà un modello organizzativo già sperimentato, adattato alle specificità locali. L'obiettivo è fornire assistenza medica in aree montuose e altipiani. Per ottimizzare i tempi, è previsto un trasferimento aereo interno fino ad Altai town.
Le temperature di settembre, sebbene rigide (tra -10°C e +10°C), sono compatibili con le attività. Il team sarà composto da 15 operatori: medici internisti, cardiologa, pediatra, ginecologa, biologa, psicologa/psicoterapeuta, infermieri, autisti, interpreti e una cuoca. Il personale italiano opera su base volontaria, senza compensi o rimborsi.
Progetto Formaggio: valorizzare il latte locale
Parallelamente all'assistenza sanitaria, si pone attenzione all'alimentazione. Nasce il «Progetto Formaggio», una missione pilota per formare le famiglie nomadi nella trasformazione del latte. Il casaro Gabriele Ferrari, esperto nella lavorazione di latte bovino, caprino e ovino, si recherà in Mongolia.
L'obiettivo è trasmettere competenze pratiche per la produzione di formaggi di qualità. Nonostante un'elevata produzione di latte, la trasformazione in prodotti caseari è limitata. La Mongolia possiede oltre 57 milioni di capi di bestiame, ma fattori critici come inverni rigidi e desertificazione hanno causato perdite significative di animali.
L'acquisizione di competenze nella trasformazione del latte potrebbe offrire una fonte di reddito alternativa e sostenibile. Il progetto si svolgerà nella Biluut Valley, dal 22 maggio al 6 giugno 2026. Una squadra di 4 operatori affiancherà le famiglie nella produzione e stagionatura del formaggio.
Progetto Distribuzione Farmaci
Un ulteriore progetto mira alla distribuzione di farmaci nei presidi ospedalieri visitati durante la missione sanitaria del settembre precedente. Dal 14 al 22 maggio 2026, due operatori consegneranno medicinali nelle regioni di Sukhbataar, Dornod e Henti. Anche questo progetto gode del patrocinio degli Ordini dei Medici e degli Infermieri di Bergamo.
Per sostenere queste iniziative, sono in corso raccolte fondi. La seconda missione in Altai necessita di oltre 50.000 euro per coprire voli, interpreti, mezzi, vitto, alloggio e forniture mediche. L'intera somma raccolta sarà destinata esclusivamente al progetto, come sottolineato da Angelo Agostini.
Per maggiori informazioni e per contribuire, è possibile consultare il sito www.progetto-mongolia.org o inviare una email a info@progetto-mongolia.org.
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