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Mercato del lavoro Bergamasca: dati 2025

Il mercato del lavoro nella provincia di Bergamo, dopo anni di crescita costante, ha mostrato nel 2025 un rallentamento. Il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni lavorative, pur rimanendo positivo, ha registrato una diminuzione rispetto ai periodi precedenti. Questo dato indica una fase di assestamento dopo un'espansione significativa.

Nel dettaglio, il bilancio tra assunzioni (125.551) e cessazioni (120.971) si è attestato a 4.580 unità. Questo valore è inferiore rispetto ai saldi degli anni precedenti, che superavano le seimila unità. Anche il numero totale di nuove assunzioni è diminuito, tornando ai livelli del 2021.

Occupazione: calo generale, ma differenze di genere

Il numero complessivo di occupati si è ridotto a 494.647, con una perdita di 2.353 unità rispetto all'anno precedente. Il tasso di disoccupazione generale si mantiene comunque basso, all'1,3%, il più basso in Italia. Tuttavia, emergono differenze significative tra i generi.

Mentre il numero di uomini in cerca di lavoro è diminuito di 1.351 unità, quello delle donne è aumentato di 252. Questo dato si inserisce in un contesto di riduzione della popolazione attiva, che ha perso 3.753 unità, con un impatto maggiore sulle donne. La provincia di Bergamo si posiziona così al nono posto in Lombardia per tasso di attività.

Donne e stranieri: sfide e opportunità

Un aspetto critico evidenziato dal rapporto è l'aumento delle donne inattive, salite a 148.874, con un incremento di 6.034 unità. Fattori strutturali come la carenza di servizi per l'infanzia, la scarsa flessibilità oraria e salari non competitivi nei settori in crescita contribuiscono a questa situazione.

Al contrario, la componente straniera si conferma un motore fondamentale per l'occupazione. Il saldo positivo per i lavoratori nati all'estero è stato di 3.594 unità. Gli stranieri sono particolarmente presenti nei lavori non qualificati e tra gli operai specializzati e semi-qualificati, rappresentando una quota significativa delle nuove assunzioni.

Trasformazioni del mercato e settori trainanti

Il mercato del lavoro sta subendo trasformazioni anche nella tipologia contrattuale. Il lavoro subordinato ha perso 15.653 posizioni, mentre il lavoro autonomo ne ha guadagnate 12.998. Questo potrebbe essere legato a salari stagnanti e ritardi nei rinnovi contrattuali per i dipendenti, e a un alleggerimento delle aliquote per gli autonomi.

Nel settore dei servizi, che copre il 58,3% delle assunzioni, si registrano 73.238 nuovi ingressi. L'industria contribuisce per il 29,6% (37.205) e le costruzioni per il 12,1% (15.108). Quest'ultimo comparto, sostenuto dal Pnrr, mostra un saldo positivo, mentre settori come automotive, tessile e meccanica evidenziano contrazioni.

Dinamiche territoriali e prospettive

A livello territoriale, alcune aree della provincia registrano aumenti significativi nel saldo assunzioni/cessazioni, come Grumello del Monte e Trescore Balneario. Altre zone, tra cui Bergamo città, Ponte San Pietro e Romano di Lombardia, mostrano invece una contrazione.

Le organizzazioni sindacali sottolineano la necessità di riforme, in particolare nell'apprendistato, per attrarre i giovani, e di una politica migratoria che favorisca l'inclusione degli immigrati, attuali principali artefici della crescita occupazionale. Si evidenzia l'urgenza di interventi per rilanciare la competitività e la stabilità del sistema produttivo locale.

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