La Lombardia affronta gravi problemi nell'elaborazione delle domande di disabilità. La carenza di medici e l'eccessiva burocrazia stanno creando ritardi significativi, bloccando l'accesso ai diritti fondamentali per molti cittadini.
Criticità nella riforma della disabilità in Lombardia
Una nuova riforma, pensata per migliorare la vita delle persone con disabilità, sta incontrando notevoli difficoltà nell'applicazione pratica. L'obiettivo era superare l'assistenzialismo frammentario. La legge delega sulla disabilità, sperimentata in alcune province lombarde, evidenzia problemi seri. La carenza di personale medico qualificato rappresenta un ostacolo insormontabile. Questo rallenta persino l'accesso ai diritti essenziali.
La sperimentazione, iniziata nel Bresciano nel 2025, è poi proseguita nel 2026. Coinvolge anche le province di Bergamo, Como, Milano, Mantova e Sondrio. A livello nazionale, sono 40 le province interessate. La riforma sposta la competenza valutativa all'INPS. Tuttavia, la regione soffre di una grave carenza di medici. La mole di lavoro è imponente. Questo crea un collo di bottiglia per le richieste.
Drastico calo delle richieste di invalidità civile
Il dato più preoccupante è il calo delle domande di invalidità civile. Nei primi mesi della sperimentazione, si è registrato un crollo. A Brescia, le richieste sono diminuite dell'84% a gennaio 2025. Questo rispetto alla media dell'anno precedente. Secondo la UIL Brescia, non si tratta di un miglioramento della salute pubblica. Piuttosto, indica l'incapacità dei cittadini di navigare il nuovo sistema. Il sistema telematico e burocratico è giudicato troppo complesso. Manca il supporto necessario per affrontarlo.
Mario Bailo, coordinatore della UIL Brescia, ha espresso forte preoccupazione. Ha organizzato un incontro per discutere la riforma. Il calo delle domande è un segnale allarmante. Non riflette un miglioramento delle condizioni di salute. Evidenzia invece le difficoltà nell'accesso ai servizi. I cittadini faticano a comprendere e utilizzare le nuove procedure digitali.
Tempi di elaborazione e carenza di medici INPS
Nel 2024, le sedi provinciali lombarde hanno ricevuto circa 419mila domande di invalidità civile. Milano, Brescia e Bergamo guidano questa classifica. Il tempo medio di elaborazione delle pratiche è di 102 giorni. I ritardi maggiori si registrano nella parte sanitaria. Alcune province mostrano tempi più rapidi. Lecco impiega 58 giorni, Bergamo 66 e Mantova 68. Altre, come Milano e Como, superano la media regionale.
La riforma trasferisce totalmente il lavoro di valutazione sanitaria dalle ASST all'INPS. Questo richiede un reclutamento massiccio di medici. Servono anche sedi adeguate per le visite. Nel Bresciano, molte commissioni periferiche sono state soppresse. Una commissione in Val Camonica verrà ripristinata a maggio. Si è verificato il paradosso di 25 medici dell'ATS Brescia messi a disposizione. Non sono mai stati convocati per mancanza di commissioni. Questo ha portato a ritardi fatali. Alcuni malati oncologici sono deceduti prima di ottenere la certificazione.
Aumento dei costi e richieste di rinvio
Il certificato medico è diventato più complesso. Sostituisce di fatto la domanda. Questo fa lievitare i costi per i cittadini. In alcuni casi, si raggiungono i 180-200 euro. Si tratta di una prestazione che dovrebbe garantire un diritto fondamentale. Sindacati, INPS di Brescia e la Regione Lombardia avevano chiesto al Governo di rinviare l'avvio della riforma. L'assessore alla Sanità, Guido Bertolaso, e l'assessore alla Famiglia, Simona Tironi, hanno espresso preoccupazione. Si è proceduto per non perdere i fondi del PNRR.
Santo Biondo, Segretario Confederale UIL, ha chiesto una relazione pubblica al Ministro. Si guarda al 2027, quando la riforma diventerà pienamente operativa. È necessario un bilancio chiaro sull'efficacia della sperimentazione. La situazione attuale richiede interventi urgenti per garantire l'accesso ai diritti.