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In Bergamasca si registra il secondo caso di suicidio assistito in Lombardia, il quattordicesimo in Italia. L'Associazione Luca Coscioni rilancia la raccolta firme per una legge regionale.

Secondo caso di fine vita assistito in provincia

Un nuovo episodio di morte volontaria assistita si è verificato nella provincia di Bergamo. Si tratterebbe del secondo caso documentato in Lombardia e del quattordicesimo a livello nazionale. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Corriere della Sera.

La persona in questione ha presentato una richiesta al Servizio Sanitario Nazionale. L'istanza è stata accolta e ha portato all'accesso al suicidio medicalmente assistito. Un medico ha fornito il supporto necessario dopo la valutazione positiva da parte di un anestesista.

Questo evento segue quello di “Serena”, una cittadina lombarda. Lei soffriva di sclerosi multipla progressiva. La sua sofferenza è terminata nel gennaio 2025, con l'aiuto del sistema sanitario. Ora, un altro residente bergamasco ha seguito un percorso simile.

Mobilitazione per la legge "Liberi Subito"

L'Associazione Luca Coscioni sta promuovendo una nuova campagna di raccolta firme. L'obiettivo è presentare la proposta di legge regionale di iniziativa popolare denominata “Liberi Subito”. Questa iniziativa mira a garantire l'applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale sul tema del suicidio assistito.

La raccolta fondi e firme avverrà in diverse regioni. Tra queste figurano Lombardia, Lazio, Piemonte e Calabria. L'associazione sta attualmente seguendo, sia dal punto di vista legale che medico, le situazioni di dieci persone in tutta Italia.

Queste persone hanno inoltrato una richiesta formale per accedere all'aiuto alla morte volontaria. L'associazione offre supporto per navigare le procedure e i requisiti necessari.

Discussione sul fine vita in Parlamento

Nel frattempo, la discussione in Senato riguardo alla proposta di legge sul fine vita, presentata dalla maggioranza, è stata nuovamente posticipata. La proposta è ferma da nove mesi, senza progressi significativi.

L'Associazione Luca Coscioni ha lanciato una mobilitazione nazionale. Chiede al Governo il ritiro definitivo del testo legislativo. Fino al 19 aprile, saranno allestiti banchetti informativi in tutta Italia. Volontari informeranno i cittadini e raccoglieranno adesioni a un appello pubblico.

L'iniziativa prevede oltre 100 appuntamenti. Questi si svolgeranno in più di 80 città italiane. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e fare pressione politica.

Critiche al testo governativo

Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, Tesoriere, hanno espresso forti critiche. Hanno dichiarato: «Mentre il Parlamento resta fermo, è partita la nostra mobilitazione nazionale con oltre 100 iniziative in più di 80 città italiane per chiedere il ritiro definitivo di un testo che indebolisce diritti già riconosciuti.»

Hanno aggiunto: «Dopo l’ennesimo rinvio a data da destinarsi del dibattito in Senato, chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che non cancelli i diritti già stabiliti dalla Corte Costituzionale e che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone.»

Secondo Gallo e Cappato, il testo governativo attuale avrebbe impedito l'accesso all'aiuto alla morte volontaria. Hanno specificato: «Se il testo del Governo fosse già stato in vigore, ad esempio, la persona che ha ottenuto l’aiuto alla morte volontaria in Lombardia si sarebbe vista opporre un rifiuto, così come le altre 13 persone che sono finora state aiutate a morire.»

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