A Bergamo è stato impiantato il più piccolo elettrocatetere transvenoso da defibrillazione al mondo. La nuova tecnologia, utilizzata su due pazienti ad alto rischio, monitora il battito cardiaco e interviene in caso di aritmie pericolose.
Nuova tecnologia salvavita a Bergamo
L'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha introdotto una tecnologia medica rivoluzionaria. Si tratta dell'elettrocatetere transvenoso da defibrillazione più piccolo a livello globale. Questo dispositivo di ultima generazione è stato impiantato con successo su due giovani pazienti. Entrambi presentano un rischio elevato di sviluppare aritmie cardiache potenzialmente letali.
L'intervento è stato eseguito dall'équipe di Elettrofisiologia. L'unità è guidata dal dottor Paolo De Filippo. Fa parte del Dipartimento Cardiovascolare dell'ospedale bergamasco. Questi primi interventi in Italia rappresentano un passo avanti significativo nella gestione delle patologie cardiache.
Comprendere la morte cardiaca improvvisa
La morte cardiaca improvvisa è un evento distinto dall'infarto miocardico. Si verifica quando il cuore smette bruscamente di pompare sangue. Questo porta alla perdita di coscienza. Senza un intervento immediato, il decesso può sopraggiungere entro 5-10 minuti. La causa principale sono aritmie ventricolari rapide, come la tachicardia o la fibrillazione ventricolare.
Questa condizione è responsabile di circa il 50% dei decessi legati a malattie cardiovascolari. Rappresenta inoltre una delle principali cause di morte sotto i 60 anni. In Europa, si stimano circa 400.000 arresti cardiaci ogni anno. Di questi, circa 60.000 si verificano in Italia. La sopravvivenza in assenza di defibrillazione tempestiva scende sotto il 10%.
Il nuovo elettrocatetere: dimensioni e funzionalità
I defibrillatori impiantabili (ICD) sono progettati per riconoscere e interrompere le aritmie ventricolari pericolose. Lo fanno erogando uno shock elettrico. Il nuovo elettrocatetere rappresenta un notevole progresso in questo campo. Il suo diametro è di soli 1,5 millimetri. La sua struttura interna priva di spazi vuoti lo rende il più piccolo attualmente disponibile.
Le soluzioni tradizionali, con diametri maggiori, possono comportare un aumento del rischio di complicanze. Queste possono interessare il sistema venoso o la valvola tricuspide. Oltre alle dimensioni ridotte, il dispositivo offre una funzionalità cruciale. Monitora costantemente ogni battito cardiaco per tutta la vita del paziente.
In caso di necessità, eroga lo shock salvavita. Questo shock è generato dal defibrillatore impiantabile (ICD) o dal dispositivo di resincronizzazione cardiaca con defibrillatore (CRT-D). L'affidabilità a lungo termine è quindi un fattore determinante per la sua efficacia.
Bergamo centro d'eccellenza internazionale
L'ospedale Papa Giovanni XXIII si posiziona tra i primi centri al mondo nell'adozione di questa tecnologia. È destinata a pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa, candidati all'impianto di defibrillatore. Il dispositivo ha recentemente ottenuto la marcatura CE. Ciò è avvenuto sulla base dei risultati dello studio clinico globale Leadr Pivotal.
Questo studio ne ha confermato la sicurezza e l'efficacia in pazienti ad alto rischio aritmico. Lo studio, iniziato nel 2021, ha visto l'ospedale bergamasco come unico centro italiano partecipante. Il dottor Paolo De Filippo è stato l'unico aritmologo italiano selezionato. Ha fatto parte del board internazionale di sei esperti.
Il suo compito era disegnare e coordinare il progetto. Nell'ambito dello studio, sono stati eseguiti 675 impianti su pazienti ad alto rischio di aritmia. Di questi, 22 sono avvenuti all'ospedale Papa Giovanni. I risultati positivi hanno portato, nel febbraio 2026, all'autorizzazione per l'uso clinico da parte delle autorità regolatorie europee.
Le dichiarazioni dei medici
Il 23 marzo sono stati effettuati i primi interventi al di fuori del contesto sperimentale. Il dottor Paolo De Filippo ha commentato: «Poter utilizzare questo nuovo elettrocatetere consente di offrire trattamenti sempre più personalizzati ai pazienti con aritmie potenzialmente pericolose per la vita». Ha aggiunto: «Il ruolo di coordinamento nello studio rappresenta un riconoscimento dell’elevato livello di esperienza e competenza della nostra équipe».
Ha sottolineato anche «la sinergia con tutte le professionalità del Dipartimento cardiovascolare, con cui collaboriamo quotidianamente nella cura di pazienti adulti e pediatrici». La dottoressa Paola Ferrari, aritmologa dell'Unità di Elettrofisiologia, ha evidenziato un altro vantaggio. «Tra le principali opportunità offerte da questi dispositivi di nuova generazione vi è il trattamento della popolazione pediatrica», ha affermato.
Ha poi spiegato: «La struttura sottile, associata a un’elevata resistenza alla rottura, offre vantaggi significativi in pazienti con vasi di piccolo calibro e lunga aspettativa di vita». Ha concluso: «È noto infatti che i pazienti pediatrici presentano un rischio maggiore di complicanze nel lungo periodo, anche per la maggiore probabilità di deterioramento del catetere».
Applicazioni pediatriche e prospettive future
Il dispositivo è attualmente l'unico al mondo ad aver ottenuto l'approvazione della FDA negli Stati Uniti. L'approvazione riguarda l'impiego anche in pazienti pediatrici. Nello specifico, a partire dai 12 anni di età. Questo apre nuove possibilità terapeutiche per i giovani pazienti a rischio di aritmie.
La ridotta invasività e l'alta tollerabilità del dispositivo sono particolarmente importanti in questa fascia d'età. I vasi sanguigni dei bambini sono più piccoli. La loro crescita futura richiede soluzioni mediche che si adattino nel tempo. La resistenza alla rottura del nuovo elettrocatetere è un fattore chiave.
Questo riduce il rischio di malfunzionamenti a lungo termine. Le complicanze legate al deterioramento del catetere sono una preoccupazione significativa nei pazienti pediatrici. La nuova tecnologia sembra offrire una risposta concreta a queste problematiche. L'introduzione di questo dispositivo a Bergamo segna un importante traguardo. Dimostra l'impegno dell'ospedale Papa Giovanni XXIII nell'offrire le cure più avanzate ai propri pazienti.