La tratta D breve dell'autostrada Pedemontana è al centro di un contenzioso legale. Il Tar del Lazio deciderà sul ricorso presentato da dieci comuni brianzoli, rinviando ogni pronuncia al 18 novembre.
Stop ai lavori per la tratta D breve
I lavori per la tratta D breve dell'autostrada Pedemontana sono attualmente sospesi. La decisione finale spetta al Tar del Lazio. L'udienza di merito è fissata per il 18 novembre. Questo rinvio concede un respiro alle amministrazioni locali. Esse si oppongono fermamente a questo ultimo segmento dell'infrastruttura.
La sospensione dei lavori è stata confermata. I giudici amministrativi hanno rinviato la questione. La decisione è arrivata a seguito di un ricorso. Questo è stato presentato da dieci Comuni della Brianza Est. Essi contestano l'approvazione del tracciato. L'approvazione sarebbe avvenuta in modo discreto a dicembre.
Dieci comuni contro l'autostrada
I comuni promotori dell'azione legale sono Agrate, Bellusco, Bernareggio, Burago, Caponago, Carnate, Cavenago, Ornago, Sulbiate e Vimercate. Da tempo manifestano la loro contrarietà. Si oppongono all'ultimo tratto dell'autostrada. Questo collega Usmate ad Agrate. Il progetto prevede un'arteria a otto corsie. Essa correrà parallela alla Tangenziale Est. Le amministrazioni locali non desiderano quest'opera.
Il direttore generale di Pedemontana, Sabato Fusco, ha espresso un parere diverso. Ha dichiarato che potenziare la Tangenziale Est, come richiesto dai sindaci, sarebbe impraticabile. Ha citato la presenza di condomini di 10 piani sopra la galleria a Vimercate. Ha sottolineato gli ingenti costi per aggiungere le corsie necessarie. Ha anche evidenziato le problematiche legate allo spostamento delle famiglie residenti.
La battaglia legale continua
Il tribunale amministrativo non ha concesso la sospensiva immediata. Pertanto, l'avvio dei cantieri non è imminente. Si ipotizza che l'appalto possa avvenire nel 2027. Questa tempistica ha indotto i giudici a optare per un approfondimento. Una decisione definitiva è attesa entro la fine dell'anno. I sindaci ritengono che gli atti presentati in giudizio rivelino nuove irregolarità. Essi riguardano la legittimità del tracciato contestato. Questi aspetti saranno analizzati nei prossimi mesi.
La tesi sostenuta dai comuni è chiara. Non si tratterebbe di una semplice variante. Sarebbe invece un'opera completamente nuova. Di conseguenza, l'intero iter autorizzativo dovrebbe ripartire da capo. Anche il legale dei comuni ha evidenziato la necessità di integrare il ricorso. Ciò alla luce dei nuovi elementi emersi durante le indagini preliminari. Le amministrazioni restano caute riguardo ai potenziali pericoli a breve termine. Tuttavia, sono determinate a proseguire la loro battaglia. Difenderanno con fermezza le ragioni di interesse pubblico. La tutela del territorio e delle comunità rimane la loro priorità assoluta.
Un futuro incerto per l'infrastruttura
La questione si sposta ora sul piano legale. Si prospetta una lunga e complessa battaglia giudiziaria. Questo confronto è destinato a protrarsi nei prossimi mesi. L'esito del pronunciamento del Tar sarà cruciale. Potrebbe segnare un punto di svolta decisivo per il futuro dell'infrastruttura. La decisione influenzerà questo tratto della Lombardia.
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