Condividi
AD: article-top (horizontal)

Riccardo Szumski propone un nuovo percorso per il Veneto, puntando all'autogoverno attraverso un'assemblea fondativa. L'obiettivo è valorizzare le risorse regionali senza dipendere da Roma.

Proposta di autogoverno per il Veneto

L'autonomia differenziata, secondo Riccardo Szumski, consigliere regionale di Resistere Veneto, potrebbe non portare i benefici sperati. Egli ritiene che difficilmente cambierà in modo sostanziale i rapporti tra il Veneto e lo Stato. Inoltre, dubita che garantirà ai veneti il ritorno economico che meritano. Sebbene un eventuale arrivo di risorse aggiuntive sarebbe benvenuto, la previsione è di scetticismo.

Per questo motivo, Resistere Veneto avanza un'alternativa concreta: l'autogoverno del Veneto. Questa non è una mera suggestione folcloristica o una rivendicazione simbolica. Si tratta piuttosto di un programma realizzabile entro i limiti dell'ordinamento giuridico attuale. L'idea mira a dare maggiore potere decisionale alla regione.

Strumenti per la gestione regionale

Vengono ipotizzati strumenti pratici per raggiungere l'autogoverno. Tra questi, la creazione di una holding autostradale veneta. Si prevede anche la gestione diretta delle risorse idroelettriche montane. Un altro punto chiave è lo sviluppo di una multi-utility regionale. Questi strumenti non servono solo a rafforzare l'identità territoriale.

Essi puntano soprattutto a rendere disponibili maggiori risorse. Questo si tradurrebbe in un ritorno economico diretto per i cittadini. Inoltre, si mira a migliorare l'efficienza nella gestione dei servizi pubblici. Un aspetto importante riguarda anche la piena attribuzione di competenze alla Provincia di Belluno. Queste competenze sono già previste dalla legge regionale del 2014.

Assemblea fondativa per un nuovo modello

Nelle prossime settimane, Szumski annuncia la proposta di uno strumento di credito regionale. Si tratta di un'ipotesi concreta, da analizzare con rigore giuridico ed economico. L'obiettivo è dotare il Veneto di leve finanziarie proprie. Tuttavia, questa iniziativa non deve essere la bandiera di una singola forza politica.

La posta in gioco è troppo elevata per limitarla. Per questo motivo, viene lanciata una proposta a tutte le forze presenti in Consiglio regionale. Si estende anche alla Giunta e al presidente Stefani. Si chiede la nomina di un'Assemblea fondativa per l'autogoverno veneto. Questa assemblea dovrebbe includere rappresentanti del Consiglio Regionale, giuristi ed esperti di economia e management.

Il mandato di tale assemblea sarebbe quello di elaborare un nuovo modello di governance regionale. Un modello su misura per la realtà del territorio veneto. Dovrà valorizzare le risorse esistenti senza attendere concessioni esterne. I veneti hanno dimostrato una notevole capacità di innovazione. La questione fondamentale è portare a casa le risorse e redistribuirle ai cittadini. Si parla di risultati concreti, gestiti localmente, per il bene della comunità.

AD: article-bottom (horizontal)