Un nuovo vigneto è stato piantato a Bellano, tra le montagne e il lago. Il progetto unisce l'associazione Radici e gli studenti dell'istituto Marco Polo, valorizzando la viticoltura eroica.
Un vigneto eroico tra i terrazzamenti
L'associazione fondiaria Radici di Bellano ha dato vita a un nuovo vigneto. L'iniziativa si svolge a Vendrogno, in un'area caratterizzata da terreni aspri e pendii ripidi. Questo tipo di coltivazione è definita «eroica» per le notevoli difficoltà logistiche e ambientali. I viticoltori che scelgono queste zone sono considerati custodi di antiche tradizioni agricole.
Questi coltivatori seguono le orme di storiche figure. Si ispirano ai metodi dei romani, dei carolingi e dei monaci. Anche i contadini del passato hanno trasformato queste alture in zone vitate. L'Alto Lario conserva ancora queste testimonianze del lavoro agricolo.
Studenti e viticoltori uniti per il progetto
Il progetto vede la partecipazione attiva degli studenti di Agraria. Provengono dall'istituto superiore Marco Polo di Colico. I giovani hanno collaborato con i soci dell'associazione Radici. Insieme hanno affrontato le sfide della viticoltura di montagna. La loro opera contribuisce a preservare il paesaggio e la biodiversità locale.
Nei primi giorni di febbraio, gli studenti hanno installato una recinzione. Questo per proteggere l'area dagli animali selvatici. Successivamente, gli studenti della 1ª G e due compagni della 4ª hanno partecipato alla messa a dimora delle barbatelle. Hanno piantato circa 1.450 piante di Pinot Nero e Bianco.
Prima dell'arrivo degli studenti, il fondatore di Radici, Giacomo Fazzini, aveva preparato il terreno. Le operazioni di aratura e fresatura sono state completate da lui e da alcuni soci. Sono state poi definite le file di piantagione e preparati i fori per le giovani viti.
L'esperienza sul campo degli studenti
Gli studenti hanno vissuto in prima persona le condizioni difficili. Hanno sperimentato il vento forte e le basse temperature. Questo li ha fatti comprendere il significato di «vigneto eroico». La loro esperienza è stata descritta dal professor Davide Vassena.
«I vigneti di montagna sono custodi di paesaggi, tradizioni e biodiversità», ha spiegato il professore. Ha sottolineato l'importanza di questi luoghi. Non solo per la fatica che richiedono, ma per il valore simbolico che rappresentano. Sono emblemi di resistenza e profondo amore per la terra. Il docente ha lodato la determinazione e la capacità di lavorare in gruppo dei ragazzi. Ha evidenziato la loro voglia di apprendere concretamente sul campo.
I giovani hanno dimostrato serietà e impegno. Hanno lavorato con entusiasmo, mostrando sorrisi e orgoglio. Ogni studente ha ricevuto l'intestazione di una delle piantine. Questo gesto servirà a ricordare il loro contributo al vigneto.
Un futuro di vino e storia
Tra qualche anno, le viti cresceranno e produrranno uva. Da quest'uva verrà realizzato il vino. Quel vino racconterà la storia di questo progetto. Racconterà l'impegno dei viticoltori eroici e la dedizione degli studenti. Il vigneto diventerà un simbolo tangibile del legame tra uomo e territorio.
Questo progetto valorizza non solo la produzione vinicola. Promuove anche la conservazione ambientale e la trasmissione di saperi antichi. L'iniziativa di Bellano si inserisce in un contesto più ampio di riscoperta agricola.
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