Trapianto di rene: un gesto d'amore a Bassano
Una storia di profondo amore e coraggio giunge da Bassano, dove Roberta Olivero Neilson ha donato un rene al marito Andrea Busnardo, salvandogli la vita. La coppia, entrambi quarantenni, ha affrontato insieme una grave patologia che ha messo a dura prova la loro esistenza.
La diagnosi di insufficienza renale allo stadio terminale è arrivata improvvisamente per Andrea, sconvolgendo la loro vita. La prontezza della moglie e la professionalità dei medici hanno permesso di trasformare un dramma in un lieto fine.
La diagnosi e la lotta contro la malattia
Tutto è iniziato nel novembre 2024, giorno del compleanno di Andrea, quando una visita di routine ha rivelato una condizione renale gravissima. Nonostante l'assenza di sintomi evidenti, se non una persistente stanchezza, gli esami hanno evidenziato un'insufficienza renale al quinto stadio, rendendo necessaria un'azione immediata.
«Non ero preparato a una notizia del genere», ha raccontato Andrea, ancora scosso dall'evento. Dopo un ricovero d'urgenza e una serie di accertamenti, la dialisi è apparsa come l'unica soluzione, ma la speranza di un trapianto è rimasta viva.
La scelta coraggiosa di Roberta
Di fronte alla prospettiva di un trapianto, sia da donatore deceduto che da vivente, Roberta non ha esitato un istante. Già donatrice di sangue e con consenso alla donazione di organi, ha offerto il suo rene al marito, dimostrando un amore incondizionato.
«Non ci ho pensato un attimo a decidere», ha affermato Roberta. «Vedevo Andrea deperire giorno dopo giorno, era una tortura. Salvare la vita della persona che ami, potendo vivere serenamente con un solo rene, mi è sembrato naturale».
Il percorso del trapianto e la guarigione
Il 20 gennaio scorso, presso l'ospedale San Bortolo di Vicenza, si è svolto il delicato intervento. Andrea ha prima subito l'asportazione del rene malato e, una settimana dopo, ha ricevuto l'organo donato dalla moglie. Un momento emozionante, in cui i due coniugi, pur separati dalle procedure mediche, si sono scambiati parole d'amore.
«Lei è stata la mia roccia, mi ha salvato la vita», ha dichiarato Andrea, profondamente grato alla moglie. La coppia ha elogiato l'operato dei team medici del San Bassiano e del San Bortolo, sottolineando la loro professionalità, umanità e il supporto psicologico offerto.
Un esempio di resilienza familiare
Andrea e Roberta hanno anche evidenziato l'importanza del sostegno ricevuto da amici e familiari, e la sensibilità degli insegnanti dei loro due figli, che hanno saputo gestire con attenzione il delicato stato emotivo dei bambini.
«Abbiamo cercato di non far perdere mai la speranza ai nostri figli», ha concluso Andrea, «dimostrando loro che la malattia si può affrontare insieme. Hanno visto l'esempio di una famiglia unita e dell'amore tra me e Roberta, credo sia un messaggio positivo per il loro futuro».