Un cortometraggio realizzato con detenuti a Bari esplora il confine tra interiorità e mondo esterno. L'opera sarà presentata il 31 marzo 2026 all'interno della Casa Circondariale.
Cortometraggio girato tra le mura del carcere
Un'opera cinematografica inedita, nata all'interno degli istituti penitenziari, sta per essere presentata al pubblico. Il cortometraggio, intitolato «.nella città, il silenzio», è frutto della visione artistica di Andrea Cramarossa. Questo lavoro indaga la complessa relazione tra la dimensione interiore dell'individuo e la realtà esterna. Esplora il sottile equilibrio tra il raccoglimento e l'espressione verbale. La sua anteprima è fissata per martedì 31 marzo 2026. L'evento si terrà presso la Casa Circondariale “Francesco Rucci” di Bari. La proiezione avrà inizio alle ore 9.30.
L'iniziativa si inserisce nel quadro del progetto “La scuola dentro”. Questo programma è promosso dalla Ripartizione Politiche Educative Giovanili e del Lavoro del Comune di Bari. Il progetto ha ricevuto finanziamenti per l'anno 2024. I fondi sono destinati a iniziative socio-culturali, ricreative e formative. Queste attività sono rivolte alle istituzioni scolastiche statali della città. Il cortometraggio ha visto la partecipazione attiva degli studenti-detenuti. Questi ultimi frequentano il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti 1 Bari “Alessandro Leogrande”. La professoressa Ilaria Sparacimino ha curato la selezione e il coordinamento dei partecipanti.
Percorso artistico e educativo per i detenuti
Il progetto ha rappresentato un significativo percorso educativo e artistico. Ha utilizzato il linguaggio cinematografico come potente strumento di espressione. Attraverso il cinema, i partecipanti hanno potuto riflettere sulle proprie esperienze. Hanno trovato un canale per dare voce a vissuti spesso trascurati. Il cortometraggio è stato realizzato con il supporto tecnico dell'operatore Vincenzo Ardito. Egli ha gestito anche la fase di montaggio. Il film sviluppa una profonda ricerca sul rapporto tra lo spazio “dentro” e lo spazio “fuori”.
Suggerisce una possibile interconnessione tra queste due dimensioni. Viene presentata l'idea che l'uno possa contenere l'altro. Questo dialogo continuo tra interiorità ed esteriorità può talvolta sfociare in chiusura. Può portare a forme di clausura o inespressività. Durante la visione, lo sguardo dei partecipanti si sposta gradualmente. Si dirige verso i paesaggi interiori, rivelando fratture emotive. Emergono le tensioni verso una possibile riparazione del “guasto interiore”.
Regia e interpretazioni nel cortometraggio
La regia, il soggetto, la sceneggiatura e l'elaborazione drammaturgica portano la firma di Andrea Cramarossa. Egli ha coinvolto nel progetto non solo i detenuti-attori. Ha chiamato a partecipare anche interpreti professionisti. Fanno parte della compagnia Teatro delle Bambole. Tra questi figurano Federico Gobbi, Fabio Guaricci e Ilaria Ricci. La loro presenza arricchisce il tessuto narrativo del cortometraggio.
Alla prima proiezione saranno presenti diverse personalità. Parteciperanno gli artisti coinvolti e gli allievi della scuola. Saranno presenti anche Vito Lacoppola, assessore alla Conoscenza del Comune di Bari. Ci sarà Ottavio Casarano, direttore della Casa Circondariale. Sarà presente Silvia Miglietta, assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia. Non mancherà Laura Redavid, dirigente del CPIA 1 Bari “Alessandro Leogrande”. La loro presenza sottolinea l'importanza dell'evento e del progetto.
Un'opera che riflette sulla percezione del mondo
«.nella città, il silenzio» si configura come un'opera d'arte significativa. Riflette profondamente sui concetti di spazio interiore ed esteriore. Offre una prospettiva su una possibile nuova percezione della realtà. Il cortometraggio permette un accesso a uno spazio ineffabile. Questo spazio si apre tra le parole. Coincide con la dimensione più intima e profonda dell'esistenza umana. L'esperienza è preziosa sia per chi recita, sia per chi osserva.
Il progetto “La scuola dentro” mira a promuovere percorsi di recupero e integrazione. Utilizza la cultura e l'arte come strumenti privilegiati. La Casa Circondariale “Francesco Rucci” di Bari è stata scelta come cornice ideale. Questo luogo, spesso associato alla reclusione, diventa spazio di creazione artistica. La scelta di Bari come sede dell'iniziativa rafforza il legame tra il territorio e le sue istituzioni culturali. Il Comune di Bari, attraverso la Ripartizione Politiche Educative, dimostra un impegno concreto verso percorsi formativi innovativi. La collaborazione con il CPIA 1 Bari “Alessandro Leogrande” è fondamentale per il successo di tali iniziative. La partecipazione della Regione Puglia, tramite l'assessorato alla Cultura, evidenzia il valore culturale del progetto.
Il cortometraggio si propone di superare stereotipi e pregiudizi. Vuole mostrare il potenziale creativo presente anche in contesti difficili. La narrazione visiva diventa un ponte. Unisce mondi apparentemente distanti. La scelta di un titolo evocativo come «.nella città, il silenzio» invita alla riflessione. Suggerisce una complessità di significati legati alla vita urbana e alla dimensione interiore. L'opera di Andrea Cramarossa si inserisce in un filone cinematografico che esplora le profondità dell'animo umano. Lo fa attraverso un approccio sensibile e consapevole.
La proiezione all'interno della Casa Circondariale rappresenta un momento di condivisione. Permette agli studenti-detenuti di vedere il frutto del loro lavoro. Offre loro un riconoscimento tangibile. È un passo importante nel loro percorso di reinserimento sociale. La presenza delle autorità locali e regionali sottolinea il valore istituzionale dell'evento. Conferma l'impegno delle istituzioni nel sostenere progetti culturali con finalità educative e sociali.
Il cortometraggio, pur essendo nato in un contesto specifico, ambisce a parlare a un pubblico più ampio. Le tematiche affrontate – interiorità, silenzio, espressione, riparazione – sono universali. Possono risuonare con le esperienze di molte persone. La collaborazione tra artisti, istituzioni educative e penitenziarie dimostra la forza trasformativa dell'arte. Essa può creare ponti e aprire nuove prospettive. L'evento del 31 marzo 2026 a Bari segna un momento importante nella vita culturale della città. Offre uno spaccato inedito sulla creatività che fiorisce anche nei luoghi più inaspettati.