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La scrittrice Stefania Auci è stata insignita della cittadinanza onoraria a Bagnara Calabra. Il riconoscimento celebra il suo contributo nel valorizzare la storia e l'identità locale attraverso la sua opera letteraria.

Riconoscimento alla scrittrice Stefania Auci

Si è svolta a Bagnara Calabra una cerimonia speciale. La sala consiliare del municipio ha ospitato l'evento. La scrittrice Stefania Auci ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Questo prestigioso titolo le è stato conferito per il suo impegno culturale. La sua opera ha saputo restituire alla comunità locale un senso di orgoglio e appartenenza.

La Auci è nota per la sua saga dedicata alla famiglia Florio. In particolare, il suo romanzo «L’alba dei Leoni» ha scelto Bagnara Calabra. Qui ha ambientato le origini di una delle più importanti famiglie imprenditoriali italiane. L'iniziativa è stata promossa dal Rotary Club Scilla Costa Viola. L'associazione ha sottolineato l'importanza di riconoscere e preservare l'unicità di un territorio.

La cultura come infrastruttura del territorio

La cultura è stata definita non un semplice abbellimento. Viene considerata la prima infrastruttura di un territorio. Questo è il messaggio centrale dell'iniziativa. Il riconoscimento alla Auci rappresenta un atto di restituzione civile. La sua scrittura ha dato voce alla comunità di Bagnara. Merita una risposta formale e pubblica.

Il dottor Vincenzo Tromba, prefetto del Rotary Club Scilla Costa Viola, ha aperto i lavori. Ha spiegato le motivazioni dietro questa scelta. Ha evidenziato come servire un territorio significhi anche difenderne la narrazione. Significa restituirgli la voce che merita. Inoltre, costruire ponti tra memoria storica e futuro delle nuove generazioni.

L'identità bagnarese nei romanzi della Auci

La professoressa Mariangela Monaca, ordinaria di storia delle religioni all'Università di Messina, è intervenuta. Ha guidato i presenti attraverso le pagine del romanzo dedicate a Bagnara. Ha menzionato luoghi specifici come la contrada di Pietraliscia. Ha citato il palazzo ducale dei Ruffo e il terremoto del 1783. Ha ricordato la partenza dei Florio.

La professoressa ha spiegato come la Auci non abbia creato una semplice fiction. Ha realizzato un autentico atto di memoria storica. Ha fornito un importante riconoscimento identitario. Ha sollevato una domanda cruciale per l'intera comunità: cosa accade quando una terra non vede la propria storia raccontata?

La studiosa ha osservato che una delle problematiche più sentite nel Mezzogiorno è la frattura tra i giovani e la loro terra d'origine. Questa separazione non deriva dall'indifferenza. Nasce dalla mancanza di specchi in cui riconoscersi. Quando un luogo non viene percepito come degno di attenzione, diventa difficile immaginare un futuro lì.

I romanzi della Auci hanno compiuto proprio questo. Hanno offerto ai giovani lettori della costa uno specchio. Hanno mostrato loro che le proprie origini non sono una diminuzione. Sono invece una ricchezza. Le radici non sono un peso da cui liberarsi. Sono il punto di partenza per qualsiasi cosa accada dopo.

La professoressa Monaca ha concluso affermando che la grande letteratura non decora la realtà. La rivela. Rivelare Bagnara al mondo, con la fedeltà e la profondità dimostrate dalla Auci, è un atto di memoria. Questo atto funge da antidoto alla fuga.

Il valore simbolico e civile del riconoscimento

Successivamente, si è aperto il consiglio Comunale. Sono intervenuti il Sindaco Adone Pistolesi e l'Assessore alla Cultura Mimma Garoffolo. Entrambi hanno sottolineato il valore simbolico e civile della cerimonia. Restituire a Bagnara il primato narrativo che le spetta significa riconoscere che le grandi storie nascono da una terra precisa.

Hanno descritto un carattere plasmato dal mare e dalla roccia. Hanno parlato di una comunità capace di trasformare la fatica in identità. È stata poi letta la menzione ufficiale. La cittadinanza onoraria è stata conferita con tutti gli onori. Il pubblico, composto da associazioni e numerosi cittadini, ha tributato un caloroso applauso.

Stefania Auci, visibilmente commossa e felice, ha ringraziato la città e le istituzioni. Ha dichiarato di sentirsi a casa a Bagnara. Lo ha percepito fin da quando ha iniziato a scrivere la saga. Ha capito che tutto – la tempra dei Florio, la loro ostinazione, la loro capacità di ricominciare – proveniva da lì. Da questa terra stretta tra rocce e mare.

La cerimonia ha rappresentato un raro momento di convergenza. Ha unito istituzioni, associazionismo e cultura. Il Rotary ha agito da promotore civile. Il Comune ha garantito il ruolo istituzionale. L'università ha offerto una voce critica e scientifica. La comunità è stata destinataria e protagonista.

Questo modello di iniziativa culturale radicata nel territorio dimostra un concetto fondamentale. Il riconoscimento del proprio patrimonio narrativo non è un gesto nostalgico. Al contrario, è l'atto più radicalmente moderno che una comunità possa compiere. Significa prendere in mano la propria storia. Farne una bussola per il futuro.

Stefania Auci ha scelto di far nascere il mito dei Florio proprio a Bagnara Calabra. L'ha descritta come un «pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare». Ieri, Bagnara le ha risposto con un caloroso benvenuto: «Benvenuta a casa».

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