L'artista Dardust porterà un'installazione sonora innovativa alla Biennale di Venezia 2026. Il progetto "Note persistenti" utilizzerà l'intelligenza artificiale per creare un'esperienza musicale unica, reagendo ai suoni della città e al pubblico.
Dardust presenta "Note persistenti" alla Biennale
Dario Faini, noto come Dardust, esporrà le sue creazioni al Padiglione Venezia. L'evento si terrà durante la 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. L'artista presenterà una sua visione di Venezia. Firmerà una composizione originale per il progetto "Note persistenti". La curatrice dell'esposizione è Giovanna Zabotti.
L'artista, originario di Ascoli Piceno, ha ideato un'installazione immersiva. In questa opera, il suono diventa un elemento vivo e generativo. Il progetto è frutto di una collaborazione. Ha visto la partecipazione dello scenografo Paolo Fantin. Il supporto tecnologico è stato fornito da H-Farm e Cisco. Il cuore dell'installazione è un sistema sonoro avanzato. Questo sistema è alimentato da intelligenza artificiale. È in grado di rispondere in tempo reale. Reagisce ai suoni della città, ai dati ambientali e alla presenza del pubblico.
Un'esperienza sonora interattiva e in evoluzione
L'installazione prevede otto appuntamenti sonori quotidiani. Questi avranno luogo allo scoccare di ogni ora. L'evento coprirà l'intera durata della Biennale. Un pianoforte suonerà in modo autonomo. Darà forma a un paesaggio musicale in costante trasformazione. Ogni esperienza offerta ai visitatori sarà unica. Sarà irripetibile, proprio come la città di Venezia. La città stessa si trasforma in un organismo sonoro dinamico. Il visitatore diventa parte integrante del processo creativo.
Dardust descrive il suo progetto "SommersiVo". L'idea di partenza è che alcuni suoni esistono solo al di sotto della superficie. Venezia, spiega l'artista, vive su due livelli distinti. C'è il livello visibile e quello sommerso. Quest'ultimo è composto da memoria, stratificazioni e tempo sospeso. La musica proposta diventa un'immersione in questo spazio invisibile. Ogni nota emessa diventa un'eco. Continua a vibrare anche quando sembra scomparire.
Il lavoro di Dardust dialoga con il Padiglione Venezia. Attraversa la dimensione più profonda della città. Cerca di tradurla in suono. È un luogo dove passato e presente si fondono. Ciò che siamo stati non scompare. Rimane, sommerso ma vivo. Qui si manifesta il gesto più sovversivo del suono. Esso continua a esistere come memoria. Supera i confini del tempo e dello spazio.
Il tour di Dardust prosegue in Europa
Parallelamente, l'artista prosegue il suo tour. Si tratta dell'"Urban Impressionism Tour". Le date sono organizzate da Vivo Concerti. Il tour tocca varie città in Italia e in Europa. Le prossime tappe includono Milano. L'appuntamento è al Teatro San Babila il 20 e 21 maggio. Seguirà Lisbona, presso il Centro Cultural de Belém, il 23 maggio. Poi sarà la volta di Parigi, al New Morning, il 26 maggio. La tournée si concluderà a Londra, presso il Courtyard Studio, il 27 maggio.