La comunità di Roma piange la scomparsa di Remo Stecconi, figura storica della ristorazione locale e fondatore della celebre pizzeria "San Marino". L'imprenditore si è spento all'età di 90 anni, lasciando un grande vuoto nel quartiere Trieste-Salario.
Addio a Remo Stecconi, ristoratore storico
La zona di Roma nota come Trieste-Salario è in lutto. Remo Stecconi, noto ristoratore e anima della pizzeria “San Marino”, è venuto a mancare all'età di 90 anni. La sua scomparsa è avvenuta nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 marzo. Per decenni, Stecconi è stato un punto di riferimento nel quartiere.
La sua pizzeria, situata nell'omonima vietta alle spalle di piazza Istria, era un luogo di ritrovo amato da molti. Insieme al figlio Alessandro e all'amico Roberto Tucci, Remo accoglieva i clienti con un sorriso contagioso e una cordialità che lo rendevano speciale. Molti avventori abituali lo consideravano non solo un gestore, ma un vero amico.
Dall'infanzia ad Ariccia alla pizzeria di Roma
Remo Stecconi, originario di Ariccia, aveva iniziato la sua carriera nel mondo della ristorazione in giovane età. «Mio padre era un grande lavoratore», ha raccontato il figlio Alessandro, 60 anni. «Ha sempre fatto questo mestiere». Arrivato a Roma da Ariccia intorno ai 10 anni, Remo cominciò come lavapiatti nella trattoria di una zia. Successivamente, passò al ruolo di cameriere.
Nei primi anni '70, insieme ad altri soci, aprì una trattoria storica nel quartiere Testaccio. Questo locale, ancora oggi attivo, porta il suo nome: “Remo a Testaccio”. La sua dedizione e il suo spirito imprenditoriale lo hanno portato a intraprendere nuove avventure.
La nascita della pizzeria “San Marino”
A metà degli anni '80, Remo Stecconi decise di lasciare la sua quota nel locale di Testaccio. Si trasferì nel quartiere Trieste, dove diede vita alla pizzeria “San Marino”. Questo locale, affettuosamente chiamato da tutti “San Marino piccolo”, si distingueva dall'omonimo ristorante situato su Corso Trieste. La scelta del nome creava un legame con la tradizione.
Amos Tesciuba, frequentatore della pizzeria fin dai primi anni '90, ha ricordato Stecconi con grande affetto. «Per tutti noi è stato come un secondo padre», ha affermato. «Centinaia di serate trascorse insieme, spesso si sedeva al tavolo con noi per raccontarci aneddoti». Tesciuba ha sottolineato il legame profondo, quasi familiare, che Remo riusciva a creare con i suoi clienti, trattandoli come «figli, nipoti, e anche amici».
Un legame con Amatrice e il cordoglio della comunità
Oltre alla sua attività romana, Remo Stecconi era ricordato anche per il suo impegno nella comunità di Amatrice. Era presidente onorario della pro loco di Scai e Varoni, frazioni del comune duramente colpito dal terremoto del Centro Italia. La sua partecipazione attiva dimostra il suo profondo legame con le sue origini e la sua volontà di contribuire.
I funerali si sono svolti lunedì 30 marzo proprio ad Amatrice. Anche Roberto Tucci, suo storico collaboratore e amico, ha espresso il suo cordoglio. «Insieme per 40 anni di lavoro», ha detto Tucci, «mi hai insegnato tutto. Eri più di un padre: un amico, un fratello per me».
La scomparsa di Remo Stecconi rappresenta una perdita significativa per il quartiere Trieste-Salario e per la città di Roma. La sua eredità vive nei ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato.