Una mostra ad Arezzo celebra Francesco Redi, figura chiave del Seicento, con 70 opere inedite. L'esposizione ripercorre la vita e le scoperte del primo medico dei Medici.
Mostra dedicata a Francesco Redi ad Arezzo
Una nuova esposizione celebra Francesco Redi, scienziato e letterato del XVII secolo. L'evento si tiene nella sua città natale, Arezzo. La mostra è dedicata al quadricentenario della sua nascita. Viene presentata per la prima volta al pubblico una selezione di 70 opere. Queste opere includono manoscritti, illustrazioni e volumi rari.
Tra i pezzi esposti spicca il «Libro dei Ricordi». Questo diario personale fu compilato da Redi in giovane età. Si potranno ammirare anche le illustrazioni commissionate agli incisori dell'epoca. Sono presenti due vocabolari dell'Accademia della Crusca con annotazioni manoscritte. La mostra illustra anche la storia degli occhiali. Viene svelata la ricetta segreta del «cioccolatte al gelsomino», amato dal Granduca Cosimo I. Un elogio ai vini toscani, nato da un incontro scherzoso, è anch'esso esposto.
Un genio poliedrico a 400 anni dalla nascita
L'iniziativa si intitola «Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio». Celebra una delle figure più importanti della cultura scientifica e letteraria italiana del Seicento. Francesco Redi fu il primo medico della famiglia Medici. L'esposizione bibliografica è organizzata dalla Fondazione Guido d’Arezzo. Collaborano il Comune e la Biblioteca di Arezzo. Il patrocinio è della Regione Toscana. La curatrice è Elisa Boffa.
L'inaugurazione si terrà mercoledì 2 aprile alle ore 18. La sede è la Galleria Comunale D’arte Contemporanea, in piazza S.Francesco, 4, ad Arezzo. La mostra sarà visitabile fino al 7 giugno. All'apertura interverranno il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Saranno presenti anche l'assessore alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, e la curatrice Elisa Boffa.
Le nove sezioni della mostra
Francesco Redi (1626-1697) fu un protagonista della scienza europea del Seicento. La mostra restituisce l'immagine di uno studioso legato alla sua terra. Le opere esposte raccontano la sua produzione scientifica e letteraria. Mostrano anche le sue relazioni con l'élite intellettuale toscana. L'esposizione è divisa in nove sezioni tematiche. Queste coprono vari aspetti della sua vita e del suo lavoro.
Le sezioni includono: «Francesco, le ricordanze e la genealogia»; «La Libreria rediana»; «Il legame indissolubile con Arezzo». Si prosegue con «Dalle vipere in poi: le opere scientifiche»; «Sull’uso della parola: i vocabolari e gli accademici». Altre sezioni sono: «Bacco e gli altri scritti letterari»; «Eruditi, colleghi e allievi»; «La discendenza Redi»; «Dopo di lui: opere postume».
In mostra si trovano edizioni a stampa pregevoli e rare. Redi le acquistò da editori e librai italiani. Molti testi gli furono donati da amici e scienziati. La sua raccolta si arricchì poi grazie ai suoi discendenti.
Un uomo di scienza e di lettere
Francesco Redi fu scienziato, cortigiano, letterato e medico personale dei Granduchi Ferdinando II e Cosimo III. Fu accademico della Crusca, del Cimento e dell’Arcadia. Rappresenta una figura centrale nella nascita della scienza moderna. È uno degli ultimi grandi ingegni enciclopedici. La sua versatilità spaziava dall'anatomia alla filologia. Dalla sperimentazione scientifica alla poesia. Dall'elaborazione di ricette mediche alla consulenza sanitaria.
Le sue ricerche naturalistiche seguirono la tradizione galileiana. Estese il metodo delle «sensate esperienze» alla medicina e alla biologia. È celebre per aver confutato la teoria della generazione spontanea degli insetti. Dimostrò che gli organismi non nascono spontaneamente dalle carni putrefatte. Le sue descrizioni dei parassiti sono considerate il nucleo della parassitologia moderna.
Gli interessi scientifici di Redi raggiunsero l'apice tra il 1657 e il 1667. Fu membro autorevole dell'Accademia del Cimento. La sua prima pubblicazione del 1664 fu una notizia sensazionale. Superò la letteratura medievale e le credenze mediche tradizionali.
Poeta e scrittore raffinato
Oltre ad essere medico e scienziato, Redi fu anche letterato, scrittore e poeta. Riuscì a unire la passione per la ricerca scientifica con l'estro letterario. La sua opera più nota è «Bacco in Toscana». Questo componimento elogia il vino della regione. Pubblicato inizialmente nel 1685 come scherzo, crebbe nel tempo. Divenne un lunghissimo polimetro.
Le sue abilità sono testimoniate dai componimenti poetici. Sonetti e prose letterarie furono pubblicati postumi. Francesco Redi dedicava tempo ai sonetti nei momenti di attesa. Accanto alle opere scientifiche e poetiche, si trovano testimonianze della sua fitta corrispondenza. Ci sono i consulti medici per studiosi e amici. E la sua straordinaria biblioteca personale, ricca di manoscritti e libri a stampa.
Il legame con Arezzo
La mostra ricorda il ruolo di Redi nella vita culturale di Arezzo. Partecipò alla fondazione dell'Accademia dei Forzati Arcadi nel 1692. Fu lui ad approvarne l'emblema. Tra i documenti esposti c'è il «Libro dei Ricordi». Questo diario è stato appena restaurato. Vi annotava spese, entrate, vendite e concessioni. Include la dispensa ottenuta dall'Inquisitore di Roma per consultare libri proibiti.
Il manoscritto rivela aspetti della sua vita quotidiana. Mostra la sua fitta rete di relazioni con familiari, collaboratori e studiosi. Viene dedicata attenzione alle sue origini familiari e al rapporto con la sua città natale. Francesco Redi nacque ad Arezzo il 18 o 25 febbraio 1626. Suo padre, medico, si trasferì a Firenze nel 1642. Nonostante la vita a Firenze, Redi mantenne un forte legame con Arezzo. Destinò donazioni di libri, denaro e oggetti preziosi alla sua città. Contribuì alla biblioteca della Fraternita dei Laici e alla biblioteca del Collegio dei Gesuiti.
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