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Crisi politica ad Arcugnano: dimissioni e caduta della giunta

La giunta comunale di Arcugnano è caduta a seguito delle dimissioni presentate da otto consiglieri. La decisione, arrivata in modo compatto da esponenti della minoranza e del gruppo misto, ha portato alla fine anticipata dell'amministrazione guidata dal sindaco Marco Carollo.

Il prefetto è atteso alla nomina di un commissario prefettizio che traghetterà il comune fino alle prossime elezioni. La mossa è giunta dopo un consiglio comunale teso, dove il sindaco era riuscito a superare un voto, ma non ha potuto arginare la frattura politica.

La scuola "Foscolo" al centro della discordia

Il pomo della discordia principale che ha innescato la crisi politica sembra essere la questione relativa alla scuola media "Foscolo". L'edificio, inaugurato appena due anni fa, è stato dichiarato inagibile a causa di problemi strutturali.

I consiglieri dimissionari hanno sottolineato come la situazione della scuola, con un iter giudiziario in corso e la recente messa in liquidazione della ditta costruttrice, richieda una gestione diversa e più incisiva, che l'attuale amministrazione non sarebbe più in grado di garantire.

Accuse reciproche tra sindaco e consiglieri

L'ex sindaco Marco Carollo ha definito le dimissioni collettive un «atto grave e irresponsabile», evidenziando i rischi legati alla questione della scuola "Foscolo". Ha quantificato in circa 3 milioni di euro il costo stimato per la messa in sicurezza dell'immobile, sottolineando che la scadenza di una proroga ottenuta dal Ministero potrebbe comportare la restituzione di un finanziamento.

Carollo ha inoltre annunciato di aver presentato una denuncia ai carabinieri per firme non riconosciute su atti amministrativi. Ha criticato l'ex assessore al bilancio Enrico Zucconi, uno dei firmatari delle dimissioni, definendolo poco presente e invocando un maggiore coinvolgimento nelle decisioni.

Rischio paralisi amministrativa e impatti futuri

La caduta della giunta potrebbe avere ripercussioni su diversi progetti in corso, tra cui il bando per la gestione dell'asilo nido, la sistemazione del polo famiglia e l'accordo con Autostrade per la bretella di Sant'Agostino. Il timore è quello di una paralisi amministrativa che potrebbe compromettere anche il finanziamento di 2 milioni di euro destinato al progetto del centro diurno.

I consiglieri dimissionari hanno giustificato la loro scelta come un atto di responsabilità istituzionale, necessario per evitare un ulteriore trascinamento del Comune in una situazione di stallo, pur riconoscendo la difficoltà della decisione presa.

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