L'azienda Peg Perego evita i licenziamenti grazie a un doppio accordo sindacale. Si apre una nuova fase incentrata su uscite volontarie, cassa integrazione e formazione, con l'obiettivo di definire un piano industriale per il rilancio.
Accordo raggiunto per evitare i licenziamenti
La Peg Perego ha scongiurato i 74 licenziamenti inizialmente previsti. Un doppio accordo è stato siglato, aprendo uno spiraglio per il futuro del noto marchio di passeggini. La situazione rimane complessa, ma l'intesa evita la perdita di posti di lavoro.
Nessuno dei 74 dipendenti interessati perderà l'impiego. Le uscite saranno esclusivamente volontarie. Per i lavoratori che rimangono, è prevista una proroga della cassa integrazione di due mesi. Questa misura potrebbe essere estesa ulteriormente.
Sono previsti anche percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Verranno attivati servizi di outplacement per supportare chi deciderà di lasciare l'azienda. Questo segna l'inizio di una nuova fase per la storica realtà industriale.
Crisi e piano di riconversione industriale
L'azienda affronta una grave crisi da anni. Il 2025 è stato particolarmente difficile, a causa di fattori economici negativi e dazi commerciali. Questi ultimi hanno penalizzato le esportazioni, rallentando il piano di risanamento.
L'apertura della procedura di licenziamento collettivo all'inizio dell'anno è stata evitata grazie alla doppia intesa. I sindacati stanno dialogando con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L'obiettivo è ottenere sostegno per innovazione e occupazione.
L'azienda ha ammesso il peggioramento dei conti. Ha annunciato l'ingaggio di consulenti esterni. Questi professionisti elaboreranno un piano di riconversione e efficientamento degli stabilimenti italiani. Gli stabilimenti interessati sono quelli di Arcore e San Donà del Piave.
Prossimi passi: il piano industriale
Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 9 aprile. In questa data verrà presentato il consulente esterno. Si discuterà nel dettaglio il nuovo piano industriale. Le organizzazioni sindacali Fim e Fiom considerano questo piano fondamentale. Sarà decisivo per garantire la continuità produttiva e prospettive a lungo termine.
La svolta è arrivata dopo mesi di mobilitazione dei lavoratori. I sindacati hanno criticato l'atteggiamento dell'azienda. Hanno denunciato una progressiva riduzione delle attività e dei posti di lavoro. Questo comportamento ha messo a rischio la presenza della multinazionale in Italia.
Ora l'attenzione si concentra sul progetto industriale. La sfida è trasformare la crisi in un'opportunità. Si punta a rilanciare la competitività e l'innovazione. Il tutto senza sacrificare l'occupazione. L'intesa raggiunta rappresenta un primo passo importante.