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Il vino biologico delle Marche si afferma come modello di eccellenza e resilienza a livello internazionale, dimostrando forte competitività e sostenibilità. La regione conferma la sua vocazione di "Terra di Benessere" anche nel settore enogastronomico.

Il distretto biologico marchigiano conquista Vinitaly

Al Vinitaly 2026, il Distretto biologico regionale delle Marche ha presentato un sistema vitivinicolo all'avanguardia. Questo modello coniuga sostenibilità, identità del territorio e solide performance economiche. La produzione biologica marchigiana emerge come un segmento resiliente in un mercato globale incerto. La regione si conferma "Terra di Benessere" per la sua offerta agricola ed enogastronomica.

Mentre l'export vinicolo italiano ha registrato un calo nel 2025, il settore alimentare biologico ha continuato a crescere. La domanda dei consumatori si orienta sempre più verso prodotti certificati. La tracciabilità e la sostenibilità sono diventate prioritarie. Il talk "Il vino biologico delle Marche" ha visto la partecipazione di figure chiave.

Tra gli intervenuti figuravano Andrea Passacantando, presidente del Distretto biologico Marche. C'era anche Enrico Rossi, vicepresidente e assessore all'Agricoltura della Regione Marche. Presente Alberto Mazzoni, direttore di Imt - Istituto marchigiano di tutela vini. Hanno portato la loro esperienza i produttori Tommaso Di Sante e Giorgio Savini. Un saluto è giunto da Mirco Carloni, presidente della Commissione agricoltura alla Camera.

Le Marche leader nel biologico vitivinicolo

«Le Marche rappresentano un sistema tra i primi in Italia», ha dichiarato Passacantando. Circa il 38% dei vigneti regionali è certificato biologico. Questo corrisponde a quasi 6.800 ettari all'interno del Distretto biologico. Il distretto aggrega oltre 2.000 aziende. Copre quasi 100.000 ettari di superficie agricola regionale. Questo ecosistema agricolo integrato garantisce una maggiore resilienza. Offre anche una qualità media delle produzioni significativamente elevata.

L'annata 2025 è stata caratterizzata da condizioni climatiche estreme. I vigneti biologici marchigiani sono stati premiati. I suoli biologici trattengono meglio l'umidità. Questo sostiene la pianta in modo efficace. Il risultato è una produzione di alta qualità. I vini bianchi presentano un'acidità equilibrata. Hanno profili aromatici eleganti. I vini rossi mostrano una straordinaria concentrazione polifenolica. Possiedono un grande potenziale di invecchiamento. Questi fattori rafforzano il posizionamento delle principali denominazioni regionali.

Mercati europei e innovazione per il vino bio

«Nel 2025», ha sottolineato il presidente Passacantando, «a fronte della contrazione dei mercati extra-UE, in particolare Stati Uniti e Cina, i vini marchigiani hanno consolidato la propria presenza nei mercati europei ad alto valore». Si sono registrati buoni risultati in Germania, Francia e Paesi Bassi. In questi Paesi cresce l'interesse per vini di qualità e sostenibili. Il segmento biologico è stato premiato in modo significativo. Il vino biologico marchigiano trova la sua massima valorizzazione nel canale Horeca. L'85% dei ristoratori inserisce etichette biologiche in carta. Questo dato emerge da un recente rapporto di Nonisma. L'obiettivo è elevare il posizionamento del locale. Conferma il ruolo strategico del vino bio come leva di posizionamento.

Le Marche si posizionano all'avanguardia nella sostenibilità integrata. C'è una crescente adozione dello standard Equalitas. Questo standard certifica le performance ambientali, sociali ed economiche delle aziende. La regione ha sperimentato, per la prima volta, metodi di tracciabilità in blockchain. Sono state condotte analisi isotopiche con il progetto 'Biocerto'. Questo progetto è stato applicato a vini biologici. Rappresenta un passaggio fondamentale. Risponde alle nuove esigenze di mercato e alla richiesta di trasparenza dei consumatori.

Sostenibilità come vantaggio competitivo

«Il Vinitaly 2026», ha concluso Passacantando, «è stata un'occasione per il Distretto biologico Marche. Abbiamo illustrato un modello produttivo che ha trasformato la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Il vino biologico marchigiano non è più una nicchia. È diventato una piattaforma strategica di sviluppo». La regione continua a investire in innovazione e qualità. L'obiettivo è rafforzare ulteriormente la sua posizione nel mercato globale del vino biologico. La collaborazione tra istituzioni, produttori e enti di ricerca è fondamentale. Questo approccio integrato garantisce la crescita futura del settore.

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