Il processo per l'omicidio di Cameyi Mosammet, scomparsa nel 2010 a 15 anni, è iniziato a Macerata. L'imputato, l'ex fidanzato Monir Kazi, risiede in Bangladesh. La famiglia chiede giustizia dopo 16 anni.
Avvio processo per omicidio a Macerata
Si è aperto il procedimento giudiziario a Macerata. La Corte d'assise ha avviato il processo per l'omicidio di Cameyi Mosammet. La giovane aveva solo 15 anni quando scomparve nel 2010. I suoi resti furono ritrovati solo nel 2018. Erano sepolti vicino all'Hotel House di Porto Recanati.
L'imputato è l'ex fidanzato della vittima, Monir Kazi. Attualmente, l'uomo ha 35 anni. Vive da tempo in Bangladesh. L'accusa sostiene che Kazi abbia agito per gelosia ossessiva. La vicenda risale al 29 maggio 2010, data della scomparsa della ragazza da Ancona.
Ritrovamento e lungaggini giudiziarie
I resti di Cameyi Mosammet sono stati rinvenuti nel marzo 2018. Il ritrovamento è avvenuto otto anni dopo la sua sparizione. La sepoltura avvenne in un'area vicina all'abitazione dell'allora fidanzato. Questo luogo era noto per essere frequentato da Kazi.
L'inizio del processo ha subito notevoli ritardi. La difficoltà principale era la notifica all'imputato residente all'estero. Sono trascorsi quattro anni di udienza preliminare. Ci sono stati anche dieci rinvii. La situazione si è sbloccata solo di recente.
Sblocco processo e udienza
Lo scorso dicembre, il giudice per l'udienza preliminare, Giovanni Manzoni, ha contattato telefonicamente Kazi. L'imputato si trovava in aula virtualmente. Ha dichiarato di essere a conoscenza del procedimento. Ha anche menzionato di essersi recato in ambasciata per ritirare documenti. Dopo questa comunicazione, però, non ci sono stati ulteriori sviluppi.
La Corte d'assise ha respinto l'eccezione sollevata dalla difesa. L'avvocato di Kazi, Marco Zallocco, aveva contestato la validità della notifica. La corte ha ritenuto la notifica regolare.
La famiglia chiede giustizia
I familiari di Cameyi Mosammet erano presenti in aula. Sono rappresentati dall'avvocato Luca Sartini. Anche l'associazione Penelope Marche, assistita dall'avvocato Marco Vanini, era presente. Il fratello della vittima, Jisan Mosammet, ha espresso il suo dolore.
«Ci aspettiamo giustizia», ha dichiarato Jisan. «Anche se dopo 16 anni la vedo difficile». Ha aggiunto: «Vorrei vedere in faccia Kazi Monir, ma non credo si farà mai vivo». Le sue parole riflettono la lunga attesa e la speranza di un epilogo.
Prossimi passi del processo
La prossima udienza è stata fissata per il 23 settembre. In quella sede, si procederà all'ascolto dei testimoni. La Pubblica Ministero Rosanna Buccini ha presentato una lista di 45 testimoni. La loro audizione sarà cruciale per ricostruire i fatti.
Il processo mira a fare piena luce sulla tragica vicenda. La morte di una giovane vita segna profondamente una comunità. La giustizia cerca di dare risposte ai familiari dopo tanti anni.
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