Nelle Marche sono state eliminate 323 sacche di plasma per ritardi nella lavorazione. La situazione evidenzia criticità nella gestione del personale sanitario e nella programmazione ospedaliera.
Spreco di plasma nelle Marche
L'Officina del sangue dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche ad Ancona ha dovuto smaltire un numero considerevole di sacche di plasma. Si tratta di ben 323 unità, scartate a causa di problematiche tecniche. Questo dato emerge a seguito di una richiesta di accesso agli atti presentata da un consigliere regionale.
Le sacche sono state eliminate perché il tempo di lavorazione ha superato le 24 ore dalla raccolta. Questo limite temporale è cruciale per garantire la qualità e la sicurezza degli emocomponenti. Il consigliere ha voluto vederci chiaro sulle procedure di raccolta, impiego e smaltimento degli emocomponenti negli ultimi due mesi.
Criticità nel personale sanitario
Un numero elevato di queste sacche, precisamente 263, è stato gettato in un breve lasso di tempo, tra l'11 e il 15 marzo. Proprio il 15 marzo ha visto un potenziamento dell'Officina del sangue con l'inserimento di sei nuovi operatori. Quattro di questi hanno lavorato con orari aggiuntivi per far fronte alla carenza di personale.
Questa situazione di emergenza era stata segnalata in precedenza. L'ex direttore dell'Officina del sangue, Mauro Montanari, si era dimesso il 20 marzo. Aveva più volte evidenziato, tramite comunicazioni mail, la insufficiente dotazione di personale. La sua preoccupazione era legata all'impossibilità di lavorare adeguatamente il plasma raccolto.
Dopo il 15 marzo, altre 60 sacche di plasma sono state comunque eliminate. Questo dato, secondo il consigliere regionale, conferma le problematiche pregresse.
Accuse di deficit di programmazione
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, punta il dito contro la gestione sanitaria. «Si è arrivati a questo punto per carenza di personale e per un deficit di programmazione della direzione dell'ospedale e del dipartimento salute della Regione», ha dichiarato. Per il consigliere, le responsabilità politiche e gestionali sono ormai evidenti.
Mastrovincenzo ha annunciato ulteriori iniziative. Ha richiesto altri due accessi agli atti per approfondire la questione. Il primo mira a quantificare le sacche di emocomponenti ancora inutilizzabili per superamento dei tempi di lavorazione ma non ancora smaltite. Il secondo accesso riguarda l'intero periodo dal primo ottobre 2023 al 31 marzo 2024.
Già il 12 febbraio 2024, il consigliere aveva presentato un'interrogazione parlamentare. In quell'occasione aveva denunciato «forti criticità dell'attività» dell'Officina del sangue. La vicenda solleva interrogativi sulla gestione delle risorse e sulla pianificazione dei servizi sanitari nella regione.