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La Fp Cgil di Ancona critica la gestione dell'ospedale di Torrette, evidenziando come lo spreco di plasma fosse prevedibile a causa di scelte organizzative errate e allarmi sindacali inascoltati. Richieste urgenti di assunzioni per evitare ulteriori criticità.

Allarmi sindacali inascoltati sulla gestione del plasma

La Fp Cgil di Ancona ha espresso forte disappunto riguardo allo spreco di sacche di plasma presso l'ospedale di Torrette. Il sindacato ritiene che l'accaduto fosse ampiamente prevedibile. Le criticità derivano da scelte politico-organizzative ritenute sbagliate e persistenti nel tempo. Questi problemi strutturali avrebbero dovuto essere affrontati con maggiore attenzione.

La situazione attuale è vista come una diretta conseguenza di decisioni che non hanno tenuto conto delle reali necessità operative. Il sindacato sottolinea come i propri avvertimenti siano stati sistematicamente ignorati dalle autorità competenti. Questo atteggiamento ha portato a una gestione inefficiente delle risorse sanitarie.

La Fp Cgil ha ricostruito una cronologia di segnali d'allarme che sono rimasti inascoltati. Già nel gennaio 2024, il sindacato aveva denunciato una gestione del personale considerata fuori controllo. In particolare, si faceva riferimento all'imposizione di straordinari ai tecnici di laboratorio tramite ordini di servizio. Questo indicava una carenza di organico strutturale.

Personale inadeguato e risorse sottratte al Dirmt

Il problema di fondo, secondo la Fp Cgil, è di natura strutturale. Il Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale (Dirmt), centralizzato presso l'ospedale di Torrette dal 2018, soffre di organici insufficienti. Il numero di dipendenti a tempo indeterminato è al di sotto del minimo necessario, fissato a 14 unità. Questa carenza crea un collo di bottiglia operativo.

A peggiorare ulteriormente la situazione, la Regione Marche avrebbe sottratto risorse destinate alle prestazioni aggiuntive del Dirmt. Tali fondi sarebbero stati poi redistribuiti tra le varie aziende sanitarie. L'utilizzo di queste risorse è stato inoltre vincolato alle decisioni delle singole direzioni generali. Questo ha limitato la flessibilità operativa del dipartimento.

L'azienda ospedaliera, inoltre, non ha previsto nel suo piano del fabbisogno di personale per il triennio 2026-2028 assunzioni stabili per i tecnici di laboratorio. Si è preferito puntare sul lavoro precario, una scelta che il sindacato giudica dannosa per la continuità e la qualità del servizio. La precarietà non garantisce la stabilità necessaria per un settore così delicato.

Richieste sindacali e possibili iniziative

Il risultato di queste scelte è un'officina trasfusionale incapace di gestire anche le assenze ordinarie, come quelle per maternità. La Fp Cgil chiede ora all'azienda ospedaliera e alla Regione Marche di intervenire con urgenza. Le richieste principali riguardano assunzioni e stabilizzazioni del personale. È necessaria anche una maggiore autonomia operativa per l'officina trasfusionale.

Il sindacato avverte che, in assenza di risposte concrete e tempestive, si valuteranno iniziative sindacali. Queste azioni saranno volte a tutelare i diritti dei lavoratori e a garantire la funzionalità del servizio sanitario. La tutela della salute pubblica passa anche attraverso una corretta gestione delle risorse umane e materiali.

La Fp Cgil ribadisce la necessità di un cambio di rotta nella gestione del personale sanitario. Solo attraverso investimenti mirati e una pianificazione strategica si potrà evitare il ripetersi di situazioni spiacevoli come quella dello spreco di plasma. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta.

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