Il Tar del Piemonte ha confermato un Daspo di cinque anni per un tifoso di calcio. Il gesto del saluto romano è stato giudicato provocatorio e un rischio per la sicurezza pubblica.
Il gesto del tifoso e la decisione del Tar
Un provvedimento di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) di cinque anni è stato convalidato dal Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Piemonte. La decisione riguarda un sostenitore di calcio identificato mentre compiva un saluto romano. Il gesto è stato ritenuto una condotta provocatoria. Inoltre, è stato considerato idoneo a minacciare la sicurezza pubblica. L'uomo era stato individuato durante una partita. Egli, insieme a un compagno, aveva rivolto il braccio teso verso il campo di gioco. La misura di prevenzione è stata confermata dal collegio giudicante.
Gli avvocati del tifoso avevano presentato ricorso. La loro richiesta mirava all'annullamento totale del provvedimento. Hanno argomentato che il gesto era stato episodico. Hanno sostenuto che mancava una finalità provocatoria. La difesa ha evidenziato che i tifosi avversari non erano orientati politicamente a sinistra. Questa argomentazione non ha convinto i giudici. Essi hanno ribadito che il Daspo è una misura preventiva. Può essere applicata anche in presenza di un semplice pericolo per l'ordine pubblico. Non è necessaria una condotta già concretizzatasi in un danno effettivo.
Contesto della partita e la legge Mancino
L'incontro di calcio in questione si è svolto durante il campionato di Serie C. La stagione era la 2021-22. La partita si è tenuta presso lo stadio 'Moccagatta' di Alessandria. In quella stagione, l'impianto ospitava le partite casalinghe della Juventus U23. Questa squadra è successivamente diventata nota come Juventus Next Gen. Il tifoso destinatario del Daspo è stato assistito dagli avvocati Davide De Bartolo ed Enrico Boero. A lui è stato vietato di frequentare gli stadi. Il divieto copre tutte le partite di calcio, sia nazionali che internazionali. Sono incluse anche quelle disputate dalla Juventus U23.
Oltre al Daspo, per l'uomo è scattata anche una denuncia. La denuncia è per violazione della cosiddetta 'legge Mancino'. Questa legge, promulgata nel 1993, punisce i reati commessi per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L'esito di tale denuncia non è stato reso noto. Il provvedimento di Daspo è stato emesso il 26 aprile 2022. Successivamente, il 7 settembre dello stesso anno, il Tar ha respinto un'istanza cautelare presentata dalla difesa. La discussione del ricorso nel merito è avvenuta in un'udienza straordinaria. Questa si è tenuta il 3 febbraio 2026. L'udienza era finalizzata allo smaltimento dell'arretrato giudiziario.
La natura del Daspo e la sicurezza negli stadi
Il Daspo, acronimo di Divieto di Accesso alle manifestazioni sportive, è uno strumento normativo. Esso mira a garantire la sicurezza e l'ordine pubblico durante gli eventi sportivi. Introdotto originariamente per contrastare la violenza negli stadi, è stato progressivamente ampliato. La sua applicazione non richiede necessariamente una condanna penale. È sufficiente un provvedimento del Questore, basato su indagini e valutazioni di pericolosità sociale. La durata del divieto può variare da un minimo di 1 a un massimo di 5 anni. In casi particolarmente gravi, può essere esteso fino a 8 anni.
La decisione del Tar del Piemonte si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato. Questo riconosce la natura intrinsecamente provocatoria e potenzialmente destabilizzante di gesti che richiamano ideologie estremiste. Il saluto romano, in particolare, è spesso associato a movimenti politici di matrice neofascista. La sua esibizione in contesti pubblici, come uno stadio, può essere interpretata come un'espressione di intolleranza. Può inoltre incitare all'odio o alla violenza. La legge italiana, attraverso la 'legge Mancino', sanziona specificamente tali comportamenti. L'obiettivo è prevenire la diffusione di messaggi discriminatori e salvaguardare la convivenza civile.
Il caso specifico evidenzia la complessità della materia. La linea tra espressione personale e condotta lesiva dell'ordine pubblico può essere sottile. Tuttavia, i tribunali tendono a privilegiare la sicurezza collettiva. Soprattutto in contesti ad alta affluenza e potenziale emotività come gli eventi sportivi. La conferma del Daspo per cinque anni sottolinea la tolleranza zero nei confronti di comportamenti che minano la serenità degli spettatori. E che rischiano di innescare tensioni o scontri. La decisione del Tar piemontese rafforza ulteriormente questo orientamento.
Il ruolo delle autorità e la prevenzione
Le autorità di pubblica sicurezza, in questo caso la Questura, hanno il compito di monitorare le manifestazioni sportive. Attraverso l'analisi dei comportamenti dei singoli e dei gruppi, identificano potenziali fonti di pericolo. Il Daspo è uno degli strumenti a loro disposizione per prevenire episodi di violenza o intolleranza. La sua applicazione è preceduta da un'istruttoria che valuta la gravità del fatto commesso e la pericolosità del soggetto. La decisione del Questore può essere impugnata davanti al Tar. Come avvenuto in questo caso, dove la giustizia amministrativa ha confermato la validità del provvedimento.
La partita in questione, disputata ad Alessandria, rientrava nel campionato di Serie C. Questa categoria, pur essendo inferiore alla Serie A, attira un notevole seguito di tifosi. E può essere teatro di accese rivalità. La presenza della squadra giovanile della Juventus (Juventus U23/Next Gen) aggiunge un ulteriore elemento di interesse. La gestione della sicurezza in questi eventi è fondamentale per garantire un'esperienza positiva a tutti i partecipanti. E per evitare che lo sport diventi veicolo di messaggi d'odio o di intolleranza.
La legge Mancino, del 1993, è un pilastro nella lotta contro la discriminazione. Essa sanziona chiunque commetta atti di discriminazione o violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o legati all'orientamento sessuale. L'applicazione di questa legge in contesti sportivi mira a creare un ambiente inclusivo. E a contrastare ogni forma di intolleranza. La denuncia a carico del tifoso, sebbene l'esito sia sconosciuto, evidenzia la serietà con cui le autorità affrontano tali problematiche. La combinazione di Daspo e denuncia penale rappresenta un approccio integrato per la gestione della sicurezza e la promozione di valori civili.