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Un uomo indagato per presunti omicidi a Sarajevo durante l'assedio degli anni '90 ha deciso di non rispondere alle domande. Il suo legale afferma che l'uomo non ha mai combattuto all'estero.

Indagato sui cecchini di Sarajevo sceglie il silenzio

Un uomo di 64 anni, residente nella provincia di Alessandria, è tra i quattro indagati. L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero di Milano Alessandro Gobbis, riguarda i cosiddetti 'cecchini del weekend'. Si ipotizza che cittadini italiani pagassero per recarsi in Bosnia negli anni '90. L'obiettivo era sparare contro civili, inclusi donne e bambini, durante l'assedio di Sarajevo.

L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Questo significa che non ha risposto alle domande poste durante l'interrogatorio. La sua decisione è legata all'indagine sui presunti crimini commessi durante il conflitto.

Le dichiarazioni precedenti e la difesa

In passato, l'uomo aveva rilasciato alcune interviste. Si presentava come un ex cacciatore e dipendente pubblico in pensione. Aveva dichiarato di essere stato in Bosnia per combattere. Affermava di aver militato in un gruppo paramilitare serbo. Tuttavia, aveva negato categoricamente di aver partecipato a 'safari a pagamento'.

Questo profilo lo avvicinava di più ai numerosi foreign fighter attivi nei Balcani all'epoca. Si differenziava quindi dall'immagine dei 'cecchini del weekend'. La sua difesa, tramite il legale, ha ora smentito queste affermazioni precedenti. Il legale le ha definite 'fantasie e millanterie'.

La difesa legale e le altre posizioni

Il legale dell'indagato ha dichiarato che le parole del suo assistito gli erano state riferite da conoscenti. «Non sono mai andato all'estero a combattere», ha sostenuto l'uomo tramite il suo avvocato. Questa posizione contrasta con le sue precedenti dichiarazioni pubbliche.

Anche un altro indagato, un 80enne di San Vito al Tagliamento, appassionato di caccia, aveva negato di essere mai stato in Bosnia per sparare contro civili. A differenza del 64enne, l'80enne aveva risposto alle domande del pm. La sua testimonianza è stata registrata durante l'interrogatorio.

L'assedio di Sarajevo e le indagini

Tra il 1992 e il 1996, Sarajevo subì un lungo assedio da parte delle milizie serbo-bosniache. I civili vivevano nel terrore quotidiano dei cecchini. Anche semplici attività come fare la spesa comportavano rischi mortali. L'inchiesta milanese cerca di fare luce su questi eventi.

Si indaga sulla possibile partecipazione di cittadini italiani a queste azioni. Le indagini proseguono per ricostruire i fatti. Nei prossimi giorni, altri indagati potrebbero essere convocati per essere interrogati. L'obiettivo è chiarire il ruolo di ciascuno. La giustizia mira a far luce sulle responsabilità individuali.

Domande frequenti

Chi sono i 'cecchini del weekend' indagati a Milano?

I 'cecchini del weekend' sono cittadini italiani indagati nell'ambito di un'inchiesta milanese. Si ipotizza che abbiano pagato per recarsi in Bosnia negli anni '90, durante l'assedio di Sarajevo, per sparare contro civili.

Cosa ha dichiarato l'indagato 64enne sui suoi trascorsi in Bosnia?

In precedenza, l'indagato 64enne aveva dichiarato di essere stato in Bosnia per combattere con un gruppo paramilitare serbo, ma aveva negato di aver partecipato a 'safari a pagamento'. Attualmente, tramite il suo legale, ha scelto di non rispondere alle domande e la difesa parla di 'fantasie e millanterie'.

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