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La Regione Campania ha stanziato 16 milioni di euro per creare i CeDADI, centri territoriali dedicati all'innovazione agricola. Questi poli serviranno a diffondere nuove tecnologie e conoscenze tra gli agricoltori campani. L'obiettivo è supportare la transizione ecologica e digitale del settore.

Nuovi Centri per l'Innovazione Agricola in Campania

La Regione Campania ha dato il via libera a un importante progetto per il futuro dell'agricoltura regionale. È stato approvato il bando destinato alla creazione e alla gestione dei CeDADI. Questi acronimi stanno per Centri territoriali per la Divulgazione Agricola e la Diffusione delle Innovazioni. L'iniziativa mira a creare un sistema solido per trasferire conoscenze nel settore agroalimentare.

Il provvedimento è stato formalizzato dall'Assessorato all’Agricoltura. La decisione è arrivata tramite il Decreto Dirigenziale numero 83, datato 23 marzo 2023. L'obiettivo principale è strutturare un sistema stabile sul territorio campano. Questo sistema dovrà facilitare la condivisione di nuove idee e tecnologie. Le sfide attuali richiedono risposte concrete. Si parla di transizione ecologica e digitale. Inoltre, i cambiamenti climatici e la sostenibilità sono temi cruciali.

L'investimento totale previsto per questa operazione è di 16 milioni di euro. Queste risorse saranno impiegate per selezionare e aprire almeno dieci centri. La distribuzione dei CeDADI sarà su base regionale. Ogni centro avrà un ruolo fondamentale nel collegare i vari attori del settore. Si intende creare un ponte tra le imprese agricole, il mondo della ricerca scientifica e le istituzioni formative.

Funzionamento e Obiettivi dei CeDADI

I CeDADI non saranno solo strutture fisiche. Opereranno anche come veri e propri hub informativi. La loro funzione sarà quella di facilitare la connessione tra le imprese agricole e le fonti di innovazione. Questo è un passo fondamentale per modernizzare il settore. La regione punta a un'agricoltura più competitiva e sostenibile. L'intervento si inserisce nella misura SRG09 del CSR Campania 2023–2027. Questo quadro normativo supporta lo sviluppo rurale.

Il progetto rafforza il sistema AKIS. L'acronimo sta per Agricultural Knowledge and Innovation System. Si tratta di un approccio europeo per migliorare la diffusione delle conoscenze in agricoltura. Le attività previste per questi nuovi poli di innovazione avranno una durata pluriennale. Sono programmate fino all'anno 2029. C'è anche la prospettiva di garantire la continuità operativa. Questo avverrà anche durante la futura programmazione 2028-2034. La visione è a lungo termine.

All'interno di ciascuna struttura dei CeDADI, è previsto l'impiego di cinquanta divulgatori. Questi professionisti riceveranno una formazione specifica. Saranno preparati dalle cinque università pubbliche campane. La loro missione sarà fornire un'assistenza qualificata e capillare alle aziende agricole. L'obiettivo è raggiungere il maggior numero possibile di imprese. La diffusione delle innovazioni deve essere efficace.

Le Dichiarazioni dell'Assessora Serluca

L’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, ha espresso grande soddisfazione per l'approvazione del bando. Ha dichiarato: «Con questo intervento mettiamo in campo un sistema che avvicina concretamente l’innovazione agli agricoltori». Ha poi aggiunto che i CeDADI rappresentano dei veri e propri presidi territoriali. Questi centri accompagneranno le imprese nei loro processi di crescita. Saranno fondamentali anche per l'adattamento alle nuove sfide. L'assessora ha sottolineato l'importanza di valorizzare le competenze esistenti. Inoltre, si punta a creare nuove opportunità. Queste opportunità sono destinate ai giovani e a chi già opera nel settore agricolo.

Maria Carmela Serluca ha proseguito affermando: «In generale, con l’attivazione dell’intervento SRG09 prende avvio un nuovo percorso strutturato di informazione e conoscenza in agricoltura». Questo percorso è chiaramente orientato a rafforzare la competitività delle imprese. Migliorerà anche la qualità del lavoro. Infine, promuoverà la coesione dei territori rurali della Campania. L'intervento è visto come un passo decisivo per il futuro del settore primario regionale. La regione punta a un modello agricolo più moderno e resiliente.

L'istituzione dei CeDADI rappresenta un investimento strategico per la Campania. Il settore agricolo è un pilastro dell'economia regionale. Supportare l'innovazione significa garantire la sua sostenibilità nel tempo. La collaborazione tra istituzioni, università e imprese sarà la chiave del successo. I 16 milioni di euro stanziati serviranno a creare una rete di eccellenza. Questa rete diffonderà le migliori pratiche e le tecnologie più avanzate. L'obiettivo è rendere l'agricoltura campana un modello di riferimento.

La scelta di focalizzarsi sulla transizione ecologica e digitale è lungimirante. Risponde alle esigenze del mercato globale. Inoltre, affronta le criticità ambientali. I CeDADI fungeranno da catalizzatori per il cambiamento. Offriranno consulenza personalizzata. Organizzeranno corsi di formazione. Promuoveranno progetti pilota. Saranno un punto di riferimento per gli agricoltori che desiderano innovare. La loro presenza capillare sul territorio garantirà l'accessibilità dei servizi.

Il coinvolgimento delle università pubbliche campane è un altro punto di forza del progetto. La loro expertise scientifica sarà fondamentale per la formazione dei divulgatori. Garantirà inoltre l'aggiornamento costante dei contenuti proposti. Questo assicura che le innovazioni diffuse siano basate su solide evidenze scientifiche. La collaborazione universitaria è essenziale per mantenere alto il livello di qualità.

L'impatto atteso dei CeDADI va oltre il mero aspetto economico. Si prevede un miglioramento della qualità dei prodotti agricoli. Ci sarà una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale. Si creeranno nuove opportunità di lavoro qualificato. L'agricoltura campana potrà così affrontare con maggiore sicurezza le sfide future. Il progetto mira a rafforzare il legame tra terra, innovazione e benessere sociale. La Campania si prepara a un futuro agricolo più verde e digitale.

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