Condividi
AD: article-top (horizontal)

Il settore commerciale di Agrigento affronta una grave crisi, definita "desertificazione". Le cause spaziano da fattori economici globali a problemi strutturali locali, con un calo significativo delle attività tradizionali. Il turismo viene indicato come possibile via di rilancio, ma servono interventi istituzionali mirati.

Crisi del commercio agrigentino: un quadro preoccupante

La provincia di Agrigento registra un declino preoccupante nel settore commerciale. Guerre internazionali, l'aumento dei costi delle materie prime e dei carburanti incidono pesantemente. Questi fattori globali si sommano a una ridotta capacità di spesa dei residenti. Molte attività chiudono, mentre nuove aperture scarseggiano. Nel solo comune di Agrigento, si contano circa 2000 aziende commerciali. Il capoluogo ha visto un crollo del 37,5% delle attività al dettaglio tra il 2012 e l'inizio del 2026. La situazione è stata analizzata da Giuseppe Caruana, presidente provinciale di Confcommercio.

A livello provinciale, le imprese del terziario ammontano a circa 18.000. Questo dato include commercio all'ingrosso e al dettaglio, turismo, ristorazione e servizi. L'economia locale si basa storicamente su piccole attività di vicinato. Tuttavia, si osserva uno spostamento verso la ristorazione e l'accoglienza turistica. Il commercio all'ingrosso e al dettaglio rappresenta un pilastro, incidendo per circa il 35% delle imprese attive ad Agrigento.

Il commercio al dettaglio è l'attività predominante nel settore ad Agrigento. Piccoli esercizi, botteghe e attività di vicinato costituiscono la spina dorsale economica. A queste si affiancano medie strutture di vendita. Anche i settori della somministrazione e dell'accoglienza stanno affrontando nuove difficoltà. La crisi attuale è definita una vera e propria "desertificazione commerciale". La contrazione supera il 40% considerando l'intero settore ambulante e del commercio al dettaglio nell'Agrigentino. Questo calo non è solo congiunturale, ma segnala un cambiamento strutturale profondo.

I settori più colpiti e le cause della crisi

I settori del commercio tradizionale più colpiti sono moda, abbigliamento, calzature e accessori. Anche il settore dei preziosi ha subito un duro colpo. Nei centri storici, si registra una diminuzione anche per i distributori di carburante e le edicole. Le cause di questa crisi strutturale sono molteplici. Il forte calo demografico e lo spopolamento dei comuni sono fattori determinanti. A ciò si aggiunge l'aumento dei costi operativi per le imprese. La contrazione dei consumi interni gioca un ruolo cruciale. La concorrenza del commercio elettronico è spietata. L'abusivismo commerciale aggrava ulteriormente la situazione.

Il calo demografico in provincia di Agrigento, con molti centri che perdono residenti, influisce direttamente sulla domanda. Le famiglie che restano hanno spesso un potere d'acquisto ridotto. Questo rende difficile per i piccoli negozi mantenere un volume di affari sufficiente. La desertificazione dei centri storici, con molte saracinesche abbassate, crea un circolo vizioso. Meno negozi significano meno attrattiva per i residenti e per i turisti, riducendo ulteriormente le opportunità di vendita.

L'aumento dei costi di gestione, come affitti, utenze e stipendi, mette a dura prova la sostenibilità delle attività. Le piccole imprese faticano a sopportare questi oneri, soprattutto se i ricavi diminuiscono. La pandemia ha accelerato tendenze già in atto, come l'ascesa dell'e-commerce. Molti consumatori si sono abituati alla comodità degli acquisti online, penalizzando i negozi fisici. La mancanza di investimenti in infrastrutture e servizi rende Agrigento meno competitiva rispetto ad altre aree. Questo scoraggia sia gli investitori locali che quelli esterni.

Prospettive di ripresa e il ruolo del turismo

Nonostante le difficoltà, esistono speranze di ripresa attraverso un riposizionamento strategico. Il turismo è considerato l'opportunità principale per salvare e riconvertire il tessuto economico. Tuttavia, questo richiede uno sviluppo cittadino equilibrato che preservi l'identità del commercio tradizionale. L'aumento delle attività legate agli alloggi e alla somministrazione di cibi nei centri storici dimostra una vitalità imprenditoriale. Imprenditori pronti a investire e innovare sono presenti sul territorio.

Il turismo balneare e culturale può rappresentare una leva fondamentale. La valorizzazione del patrimonio storico-artistico e delle bellezze naturali può attrarre visitatori. Questi, a loro volta, generano domanda per i negozi di vicinato, ristoranti e attività ricettive. È necessario creare un'offerta integrata che combini cultura, enogastronomia e shopping. Un turismo sostenibile e di qualità può contribuire a rivitalizzare le aree urbane e rurali.

La diversificazione dell'offerta turistica è cruciale. Oltre al turismo balneare, Agrigento può puntare su itinerari enogastronomici, percorsi naturalistici e turismo esperienziale. La promozione del territorio deve essere coordinata e mirata a specifici target di visitatori. La collaborazione tra operatori turistici, commercianti e istituzioni è essenziale per creare un sistema vincente. La formazione del personale addetto al turismo è un altro aspetto importante per garantire un'accoglienza di alto livello.

Interventi istituzionali e il supporto di Confcommercio

Per invertire la rotta, le istituzioni regionali e nazionali devono fornire risposte rapide e sburocratizzate. È necessaria la garanzia di infrastrutture idonee. Si chiede una rinnovata collaborazione istituzionale per promuovere politiche urbanistiche integrate. Queste politiche dovrebbero unire commercio, turismo e servizi. L'obiettivo primario è migliorare la vivibilità e la competitività dei centri urbani. Il supporto ai negozi di vicinato è fondamentale. Questi esercizi sono cruciali per l'economia, la coesione sociale e la sicurezza.

La revisione della legge sul commercio è considerata necessaria e prioritaria per tutta la Sicilia. L'attuale quadro normativo è obsoleto e inapplicabile alle dinamiche del mercato moderno. L'abusivismo commerciale sottrae quote di mercato alle imprese regolari. Questo crea uno squilibrio iniquo che può portare alla chiusura delle attività oneste. La diffusione di venditori abusivi contribuisce alla percezione di degrado e insicurezza nei centri storici e nelle aree turistiche.

Confcommercio rinnova quotidianamente la sua presenza a fianco degli imprenditori agrigentini. L'associazione interviene in momenti di emergenza e nelle fasi di sviluppo aziendale. Recentemente, ha censito i danni del maltempo e richiesto ristori per gli associati colpiti dal ciclone. A Sciacca, Confcommercio supporta i commercianti ittici. L'associazione fornisce consulenza, convenzioni per l'abbattimento dei costi e percorsi formativi. Questi corsi riguardano sicurezza, intelligenza artificiale, strategia aziendale e commercio internazionale.

Confcommercio agisce come voce unitaria presso le istituzioni. Supporta le imprese attraverso la tutela sindacale, la consulenza specialistica e servizi operativi. L'associazione promuove la digitalizzazione delle imprese e l'adozione di nuove tecnologie. Aiuta gli imprenditori a navigare tra le normative complesse e a accedere a finanziamenti agevolati. La formazione continua è vista come uno strumento essenziale per mantenere la competitività nel mercato attuale.

AD: article-bottom (horizontal)